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venerdì, 24 marzo 2006

Cacciavo megattere.
Abitavo al di sopra del mare del nord, in un fiordo a forma di giradischi.
Il sole tramontava ogni 5 ore, perciò era tutto un vestirsi, rivestirsi e fare colazione.
Il latte scadeva ogni pochino.
Alla televisione passava continuamente l'Almanacco del giorno dopo e si festeggiavano in media 15 onomastici all'anno.
Avevo imparato a pescare megattere da mio cugino Cetaceo e suo padre Plancton.
La loro tecnica era particolare e nessuno la conosceva.
Si partiva ad ogni calar del sole e ci si fermava a circa 100 metri dalle scogliere.
Cetaceo a questo punto iniziava a berciare a tutto sturo "baleeeeneeeeee, baleeeeneeeeee, baleeeeneeeeee, gnaaaamooooo, gnaaaamooooo" così per ore.
Plancton intanto gettava in acqua centinaia di migliaia di lombrichi eccitati.
A questo punto non rimaneva che aspettare la preda e catturarla a colpi di mazzolate sulla groppa.
Nel tempo libero progettavo presepi, giocavo a frisby ghiacciato e la domenica andavo a vedere le foche monache in calore, al cinema in paese.

postato da: sanprospero alle ore 12:15 | link | commenti
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giovedì, 23 marzo 2006

Il vulcano eruttò milioni di metri cubi di lava e una nuvola impressionante di cenere. La natura si dimostrava ancora una volta indomabile e allo stesso tempo affascinante. Prese l’auto e si diresse verso il cratere. Voleva filmare e fotografare da vicino quell’evento straordinario. Dopo un primo tratto di strada tranquillo, iniziò a trovare le prime difficoltà. Decise di continuare a salire. Una pioggia di lapilli e poi un calore esagerato lo colpirono. La macchina si fuse completamente. Aprì lo sportello e si gettò fuori per non essere liquefatto. La sua Fiat 850 era ormai magma. Pianse, in ricordo di tutte le avventure trascorse a bordo di essa, ma volle continuare imperterrito. La temperatura si assestava sui 58 °C. Caldo e sudore lo attanagliavano. Si spogliò, rimanendo in mutande. La vetta era sempre più vicina. Sentì un boato enorme. Dalla bocca del vulcano si sollevò una nube di gas gigantesca. Tentò di fuggire ma in breve tempo fu raggiunto dalle esalazioni. Si addormentò profondamente, sognando di essere amico di Elvis Presley. Si destò solo dopo tre giorni, in cui aveva vagheggiato un disco live e tanti stravizi assieme alla rockstar. L’eruzione era praticamente terminata e il paesaggio appariva come la crosta di un formaggio pecorino di Seggiano. Protezione Civile e Corpo Forestale lo stavano cercando assiduamente, su segnalazione dei familiari . Mentre stava alzandosi, sbadigliando, vide passare in lontananza, come in una favola, un’esploratrice tutta sola. La chiamò. Essa, stupita, si diresse verso lui. Non si era accorto di essere nudo come un verme, in quanto i boxer erano a brandelli. Quando fu in piedi, la donna iniziò a correre nella sua direzione. Mentre stava per raggiungerlo, si rese conto che non aveva meno di 70 anni. Fuggì. L’inseguimento durò tutto il pomeriggio, finché, stremato, si arrese. Da quell’amplesso nacquero otto gemelli maschi, che divennero testimonial del Dixan fino alla maggiore età.

postato da: sanprospero alle ore 12:46 | link | commenti
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martedì, 21 marzo 2006

Fin da piccolo aveva divorato i giornali dei supereroi Marvel. Una fissazione. Di loro sapeva tutto. Uomo Ragno, Fantastici 4, Silver Surf, Incredibile Hulk, Batman, Capitan America, Iron Man , rappresentavano per lui non solo un modello da imitare ma un’aspirazione suprema. Per questo aveva tentato in ogni modo e senza riuscirvi, di divenire come essi. Si era fatto mordere da una serie infinita di ragni, aveva compiuto molti viaggi in aeroplani fatiscenti, oppure si era immerso in abissi marini lugubri e inquinati. Depresso, stava per abbandonare il suo sogno, quando, casualmente, un calabrone in calore di nove etti, gli punse un labbro. L’insetto abitava all’interno di una pompa di gasolio e i vapori del carburante che quotidianamente inspirava, lo avevano mutato geneticamente, riducendolo allo stato gassoso. Per estrarre il pungiglione occorsero ben sei ore di operazione chirurgica. La bocca, gonfiata a dismisura, occupava tutta la parte superiore del busto, mentre erano comparsi nelle gambe alcuni denti del giudizio. Quando si risvegliò dall’anestesia, notò immediatamente una certa difficoltà nel parlare ed una fitta peluria, alquanto morbida, nella zona anale. Capì che, finalmente, ciò che aveva inseguito da una vita forse stava per avverarsi. Dopo 15 giorni di ricovero venne dimesso, nonostante l’aspetto assurdo che il suo corpo aveva assunto. Un boato d risate lo accompagnò fuori dall’edificio. Ma quando assaporò l’aria aperta, sentì nitidamente il bisogno di volare. In quel preciso istante si materializzarono delle piccole ali in gabardina e iniziò a volteggiare. Ora poteva combattere con i malfattori. Si accorse di una certa acidità di stomaco. Era veleno. Quella rappresentava la sua arma contro il crimine. Smanioso di mettersi alla prova, cercò forsennatamente un ladro. Mentre stava sorvolando un aeroporto, osservò uno strano movimento. Tombola. Due dirottatori avevano preso in ostaggio un intero Boeing 707. Precipitosamente si gettò in picchiata. Perse il controllo della traiettoria e sbatté violentemente nella carlinga del mezzo. La sua bocca abnorme esplose. I Vigili del Fuoco, credendo allo scoppio di un ordigno, gli riversarono addosso un quintale di schiuma. Sommerso dalla sostanza decise di farsi la barba. Venne arrestato per bruttezza smodata e marcì in carcere fino all’età di 84 anni.

postato da: sanprospero alle ore 12:33 | link | commenti
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lunedì, 20 marzo 2006

Chievo - Siena 4-1

Chievo: Fontana; Moro, Scurto (35' p.t. Malagò), D'Anna, Lanna; Luciano, Brighi, Giunti, Franceschini(10' s.t. Semioli); Tiribocchi, Obinna (20' s.t. Amauri).
A disposizione: Squizzi, Mantovani, Gemiti, Landolina.
All.: Pillon.

Siena: Fortin; Negro, Tudor, Legrottaglie, Gastaldello; D'Aversa, Paro, Vergassola; Locatelli (30' s.t. Falsini); Bogdani, Chiesa (6' p.t. Foglio). A disposizione: Zomer, Molinaro, Packer, Guzman, Volpato.
All.: De Canio.

ARBITRO: Palanca di Roma

Le pagelle:

Fortin: Ancora un disastro. Sarà colpa dell’enorme scatola cranica, ma risulta nuovamente determinante. Per quell’altri.

Negro: Non ho idea.

Tudor: Buonissimi i primi 30 secondi

Legrottaglie: Bravo e fashion

Gastaldello: Non m’hanno detto niente.

D’Aversa: Bene. Lotta e imbastisce trame.

Paro: Ottimo come tutto il centrocampo, peccato per l’espulsione.

Vergassola: Interrompe la melina finale gettando la palla in tribuna. Carattere.

Locatelli: Un bellissimo acuto quando all’inizio della seconda frazione mette Bodgani a tu per tu con il portiere avversario.

Falsini: Non mi sono accorto che sia entrato.

Bodgani: Getta al vento due nitide occasioni da goal, ma corre e impegna tutta la difesa avversaria.

Chiesa: Inizia alla grande, poi s’incazza per il rigore e l’espulsione di Tudor e viene sostituito. Non porta via il pallone perché è del Chievo.

postato da: sanprospero alle ore 12:29 | link | commenti
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venerdì, 17 marzo 2006

Tutto sembrava filare liscio. Niente code ai caselli, situazione meteorologica ottima e assenza di traffico pesante. Imboccò prima l’A1, poi l’A24, dopo l’A16 ed infine l’A15, per raggiungere quel piccolo paesino, incastonato nelle Alpi Trivenete, dove doveva sposarsi. Percorse un tratto di stradale e poi si immise nella provinciale che lo avrebbe condotto fino a Malga Cirrosi, dove lo attendevano per la cerimonia. Pochi km prima di arrivare, decise di fermarsi nell’osteria di Gepi Beon ad Acciottolaia, per concedersi una buona grappa. Conosceva Gepi da molti anni e lui, da buon montanaro, ogni volta che lo vedeva, gli offriva sempre un sorso di acquavite purissima ed attendeva con trepidazione la lacrima di sofferenza nel deglutirla. Quella mattina però l’uomo, un bestione di oltre 150 kg, con le guance perennemente arrossate e gli occhi vitrei crettati, era stranamente serio. Si salutarono freddamente e gli riempì il bicchiere senza fiatare. Poi, come un automa si sedette sullo sgabello e riprese il suo lavoro ad uncinetto. Perplesso pagò e risalì in auto. Dopo qualche centinaio di metri, dovette fermarsi perché la sede stradale era occupata da un gregge di cani San Bernardo che, capeggiati da uno stambecco, stavano tranquillamente tornando verso il pascolo. Suonò per chiedere di passare. Il pastore non c’era e da soli sembrava non avessero alcuna intenzione di spostarsi. Prese un osso dal cruscotto e lo tirò verso un campo adiacente. Partirono all’impazzata e in 15 secondi erano già di ritorno. Dovette ripetere l’operazione per alcune ore prima di poter superare la mandria. Stava facendo tardi. Finalmente, con una mucca sopra il cofano, giunse a destinazione. Nessuno lo attendeva. Il paese sembrava deserto. Incontrò Germano Beon, che gli raccontò il fatto. La sera precedente, la futura moglie aveva festeggiato l’addio al nubilato insieme a tutti gli abitanti, dentro la seggiovia, che purtroppo non aveva resistito al peso eccessivo. Il cavo, incomprensibilmente non si era rotto, ma solo inarcato. Gli esperti del Genio Civile avevano dichiarato che niente e nessuno poteva rimorchiare la cabina e perciò gli occupanti, dovevano rimanervi intrappolati fino alla rottura, che poteva avvenire anche tra moltissimi anni. " Quando succede qualcosa chiamatemi" disse a Germano, "tra una trippola ed una trappola si è fatto tardi, salutami tutti". "Sarai servito" gli rispose.

postato da: sanprospero alle ore 12:52 | link | commenti
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giovedì, 16 marzo 2006

Organizzarono quella vacanza con il solo scopo di divertirsi. Tre amici desiderosi unicamente di sesso a pagamento ed alcuna voglia di romanticismo. Destinazione Budapest. Appena arrivati, la città gli apparve come un’enorme casbah dell’eros, nella quale era possibile trovare di tutto. Girovagarono alla ricerca del locale adatto. Dopo un breve pellegrinaggio, si imbatterono in un night club dall’aspetto invitante e moderno, dove campeggiava, in bella mostra, una scritta allettante: "tutto a gratis". Entrarono. Vennero accolti da un applauso scrosciante del personale. Furono immediatamente spogliati dei vestiti e indossarono un comodo accappatoio in pelle di montone. Il direttore gli spiegò che dovevano pagare solo 20 € di entrata e le eventuali consumazioni non obbligatorie. Nient’altro. Potevano scegliere liberamente la ragazza, usufruire di tutti i servizi, come sauna, piscina coperta, camera a tema e trombare free. Il solo obbligo, consisteva nell’essere ripresi, in ogni momento, da una telecamera e le immagini, trasmesse in diretta sul sito del locale. Accettarono. Dopo tutto chi li avrebbe riconosciuti, pensarono. Scelsero tre gemelle siamesi di chiara origine polacca. Dopo un bagno rigenerante, optarono per un’orgia sadomaso. In un’apposita alcova, tappezzata di falci fienaie insanguinate, si denudarono timidamente. Lo staff li preparò. Olio canforato per il corpo, abbondante lacca nella peluria pubica, depilazione accurata del retto e ferite lacero-contuse nella schiena. Il regista gli disse di comportarsi naturalmente, evitando solo di uccidere le donne. Dopo circa mezz’ora di amplesso una valanga di e-mail inondarono il sito internet. La richiesta era sempre la stessa: poca violenza. Appena fu loro comunicato, si sentirono protagonisti, quasi attori veri. Iniziarono a volare ceffoni a mano aperta, calci a mezza vita e golini. Nella foga spaccarono anche tutto il mobilio e il nappo della doccia. Al termine della prestazione, alle tre sorelle venne diagnosticata una prognosi riservata . Loro, invece, salirono nell’olimpo della pornografia spinta, fino a quando non vennero uccisi da un clan di perbenisti del loro paese.

postato da: sanprospero alle ore 12:48 | link | commenti
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martedì, 14 marzo 2006

CAMPIONI

  Nato a: Campo Sampiero (PD)
  Il: 25/06/1983
  Altezza: cm 185
  Peso: kg 77
  Nazionalità: Italiana
  Ruolo: difensore
  Autografo: Visualizza
  Note: Esordio serie A:
28/08/2005 Siena-Cagliari 2-1
 
  Presenze Espulsioni Ammonizioni Minuti Giocati Gol
  18 0 6 1260 0
 
Stagione Squadra Serie Presenze Gol
2000-2001 PADOVA C2 6 0
2001-2002 PADOVA C1 15 0
2002-2003 JUVENTUS A 0 0
2003-2004 CHIEVO A 0 0
2003-2004 CROTONE C1 11 0
2004-2005 CROTONE B 35 2

Gastaldello Daniele nasce a Campo Sampiero in provincia di Padova il 25/06/1983. Suo padre Feudo Gastaldello e la madre Quadriglia Catapulta, lo riempiono di amore, facendolo crescere sano e con saldi principi morali. Il bimbo, vive in un ambiente medioevale e segue studi di arpa e bengio. In breve impara il solfeggio e diviene un intenditore di musica dodecafonica. A scuola parla in rima e si incipria frequentemente le guance. Terminate le scuole elementari, viene iscritto ad un corso di galateo ottenendo ottimi risultati, al termine del quale scrive un libro sulla gentilezza. All’età di 12 anni inizia ad indossare parrucche brizzolate, con copiosi riccioli sulle orecchie e lunga treccia dietro al collo e si orna con nei finti e calzettoni lunghi in bella evidenza. A causa del suo nuovo aspetto, i compagni lo scansano, deridendolo frequentemente. Daniele, non mostra però alcun risentimento ed anzi, raggiunto il tempo, si fa comprare un pony al posto dello scooter. Superate con successo le suole medie inferiori, intraprende l’attività di calciatore, nei giovanissimi del Padova. Destano parecchie perplessità, negli addetti ai lavori, i suoi bislacchi modi di vestire. Infatti indossa, per giocare, scarpe di cuoio con fibbia dorata, cappello di pilord a cono e calzamaglia damascata anche nella stagione calda. Il ragazzo però ha i numeri e lo dimostra. Risulta un difensore arcigno e leale con l’avversario. Tutti gli attaccanti lo stimano e lo rispettano, nonostante il suo aspetto ceruleo, quasi cianotico. Nel Padova compie tutto l’iter giovanile, approdando alla prima squadra nel 2001 ed ottenendo la promozione in serie C1. Di lui, si accorge la Juventus, che lo acquista nella stagione 2002-2003 senza farlo esordire. Lui, integerrimo, non fiata, ma ascolta continuamente la filodiffusione. L’anno successivo viene girato al Chievo e poi approda al Crotone. Qui compone alcune odi a Carlo Magno e raggiunge una storica promozione in serie B. In serie cadetta, l’anno successivo, disputa tutte le partite segnando anche due stupendi goal. E’ la svolta. La Juventus, ancora proprietaria del cartellino, lo gira alla Robur, per farlo giocare in A. A Siena, Daniele, si trova splendidamente. Dalla famiglia Savelli acquista un calesse e una diligenza. Finalmente sembra aver trovato il suo habitat e trasferisce questa serenità anche in campo, dove spesso viene utilizzato dal 1° minuto.

postato da: sanprospero alle ore 12:23 | link | commenti
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lunedì, 13 marzo 2006

Siena - Treviso 1-0

SIENA
Fortin; Negro, Colonnese, Portanova, Falsini (dal 43' st Gastaldello); Alberto (dal 18' pt Foglio), D' Aversa, Vergassola; Locatelli; Chiesa (dal 17' st Guzman), Bogdani.
A disposizione: Zomer, Tudor, Volpato, Legrottaglie.
Allenatore : De Canio

TREVISO
Zancopè; Valdez, Viali, Cottafava, Dossena; Filippini A., De Martino (dal 18' st Parravicini), Filippini E. (dal 26' st Baseggio), Guigou (dal 34' st Pinga), Acquafresca, Borriello
A disposizione: Lorenzini, Vascak, Beghetto.
Allenatore: Bortoluzzi.

Arbitro: Dattilo di Locri
Assistenti: Strocchia, Cini
IV ufficiale: Giannoccaro

Marcatore: Bogdani al 42' st
Angoli: 6 a 5 per il Treviso.
Ammoniti: Colonnese, E.Filippini, Zancopè, Valdez, Foglio, D'Aversa e Portanova per gioco falloso.
Recuperi: 2' e 5'
Spettatori: 7000

The History of the match:

The cardiopamma. Robur win the match with Treviso at 41° minute of second frazion, with sontuosally goal of bomber Erjon Bodgani. Match duro. Stregato. First time Siena falliscy a penalty. Chiesa tira cyllatina and Zancopè smanaccia a corner. Terrible delusion. Subito after, Locatelli take clamorous palo interno and the sfera, aganist law of fisica, torna in football ground. Scoramento and bestemmie. Treviso take courage and reagisce, craete problem of Fortin. The later frazion is arrembaggio of Robur, but avversary resist of folate offensive, and to go away pericolosally. At scadere the liberatoin. Corner and Bodgani insacca. Gioia and versi of crazy. Three points very fondamentally of sospirous salvezza.

postato da: sanprospero alle ore 12:32 | link | commenti
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venerdì, 10 marzo 2006

Quella missione era di primaria importanza e perciò venne affidata a lui. Agente occulto della Impicciasi, per anni aveva svolto il suo lavoro di intelligence nell’ex Repubblica Ceca e poi, una volta caduto il regime comunista, si era trasferito in Montenegro, sulle tracce del traffico illegale di auto a benzina super, prodotte in Polonia ed immatricolate senza numero di targa. Agente modello, devoto alla patria e mai scoperto, negli anni si era conquistato la fiducia degli alti stati di comando, tanto da addivenire il fiore all’occhiello dei servizi segreti del suo paese. L’incarico che gli venne assegnato era pericoloso ed estremamente delicato: sterminare, senza tanto baccano, una partita di tacchini contaminati dal virus HT12SG54, che stavano per essere introdotti nel territorio nazionale, onde creare scompiglio nella popolazione e, nel contempo, creare artificialmente il crollo del mercato di tali volatili attraverso l’incubo del terrorismo. Come dalle informazioni ricevute, il camion contenente i pennuti, oltrepassò il confine attraverso il valico del Gran San Bernardo. L’autista, in canottiera, fece un cenno al doganiere che , come da accordi, lo fece passare senza alcun controllo. Il mezzo, con a bordo circa 1847 esemplari contaminati, si indirizzò verso Milano, passando attraverso strade secondarie. Secondo il piano che aveva diligentemente approntato, si portò al lato della carreggiata e fece finta di aver forato un pneumatico. Il tir, vedendo la strada occupata, rallentò bruscamente. La frenata non fu assolutamente controllata ed il mezzo sbandò violentemente ribaltandosi nella zannella esterna. I tacchini, euforici per l’evento insperato, uscirono di gran lena. Era la fine. Tentò inutilmente di raggiungerli, ma ormai esperti, si divisero dirigendosi in svariate direzioni. Telefonò al quartier generale raccontando l’accaduto. Nessuno voleva credere a quella storia tragicomica. Dopo alcuni mesi metà della popolazione presentava enormi bubboni, di colore fucsia, negli zigomi e sotto le ascelle. Il contagio era avvenuto per colpa sua e lui fuggì in Messico dove divenne un rispettato dirigente zapatista.

postato da: sanprospero alle ore 07:55 | link | commenti
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martedì, 07 marzo 2006

Cercarono di fuggire, ma non vi riuscirono. Il colpo era perfetto, studiato nei minimi particolari, ma non potevano prevedere quell’intoppo. Appena bucata la cassaforte della banca infatti, vi trovarono un mastino napoletano, incazzato nero. La bestia, probabilmente nevrastenica, era stata tenuta al buio e senza mangiare chissà da quanti giorni. Quando li vide, prima iniziò a sbavare e poi li attaccò con inaudita ferocia. Per difendersi dovettero usare la pistola e il colpo rintronò per tutta la stanza, facendo scattare l’allarme. Precipitosamente rientrarono nel condotto dell’aria per guadagnare l’uscita. Essendo una stagione particolarmente fredda i tubi erano bolliti e, nonostante fossero completamente cosparsi di Foil, si ustionarono parecchio. Nella confusione lui perse carta d’identità e bancomat, lei un molare ricostruito male e uno yogurt con i pezzettoni di frutta. Riuscirono comunque a raggiungere l’auto prima dell’arrivo della Polizia. Partirono a tutta velocità. Si accorsero che già una macchina li stava braccando. Cercarono di seminarla passando attraverso l’appartamento di un ignaro infermiere. Niente da fare. Furono raggiunti in soggiorno. Ne seguì una violenta colluttazione a fuoco. Asserragliati in camera da letto cercarono di resistere. Dopo due ore di trattativa, sentirono un rombo assordante. Un enorme elicottero, dotato di una gigantesca pinza, afferrò la casa di peso strappandola al terreno. Si affacciarono alla finestra per chiedere spiegazioni ed il pilota. Gli disse che ormai erano cazzi loro. Trascorse svariate ore di volo vennero sganciati in un affluente della Dora Baltea. Vennero ripescati vivi, alcuni giorni dopo, da una barca di Legambiente. Felici per lo scampato pericolo, decisero di cambiare vita ed acquistarono un negozio di fertilizzanti.

postato da: sanprospero alle ore 12:41 | link | commenti
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lunedì, 06 marzo 2006

 Fiorentina - Siena 2-1

FIORENTINA
Lobont, Ujfalusi, Dainelli, Kroldrup, Pasqual, Brocchi, Donadel (1' st Jimenez), Pazienza (9' st Jorgensen), Fiore, Bojinov, Toni (27' st Pazzini).
A disposizione: Berti, Pancaro, Di Loreto, Montolivo.
Allenatore : Prandelli


SIENA
Fortin, Negro, Colonnese (12' st Legrottaglie), Portanova, Molinaro, D'Aversa, Paro, Vergassola, Locatelli (36' st Foglio), Chiesa, Bogdani (37' st Volpato).
A disposizione: Zomer, Guzman, Alberto, Falsini.
Allenatore : De Canio 


Arbitro : Messina
Assistenti : Di Mauro-Ricci
IV Ufficiale: Rodomonti

Marcatori:
3' pt Toni, 15'pt Vergassola, 46'st Pazzini
Ammoniti: Donadel, Fiore, Bojinov, Molinaro, Paro
Recupero: 1'pt, 4'st

Spettatori: 32.000 circa
Paganti: 7131
Abbonati: 24.066
Incasso totale: € 119.195,00

La cronaca:

I 'Ggiglio vince ì derby con i' Ssiena e torna in zona Scempions. Va detto che questi bucaioli c'hanno fatto cacare addosso. Tutti, anche quelli dell'Isolotto, la si son sentiti male. La sembrava tutto facile. Dù minuti e rete. I che ci 'ole. E invece quel troiaio di  Labonte, ha chiappato un gò di merda e di lì loro hanno cominciato a spinge. Ma i che si può vedere un calo d'iggenere. Toni la sembraa un palo della luce spento, Boginovve piccinino e un c'arriva e allora meno male che ci s'ha Fiore e Pasqual. N'ì secondo tempo uguale, troppo casino. Poi è entrato Pazzini, grande Prandelli, i'Ssiena invece ha levao Bogandi per Vorpato e un'na più toccato boccia. In fondo, nonostante la pressione e un si passava, meno male che nel recupero, Pazzini, proprio lui, abbia risolto un mischione davanti alla porta d'ì pelato Fortin. Tre punti d'oro e tutti a casa.

postato da: sanprospero alle ore 12:32 | link | commenti (4)
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venerdì, 03 marzo 2006

Cristiani della Robur, oggi venerdì 3 marzo 2006, vi ricordiamo essere vigilia nera. In occasione del Santissimo Derby con la Fiorentina, esortiamo tutti coloro che portano in petto le stimmate di Pazzaglia, a rispettare le ferree regole che la fede impone per preparare al meglio la ricorrenza.

  1. Rigore assoluto nel mangiare, evitando accuratamente carne e pinzimonio.
  2. Frequenti lavande intestinali con Enterogermina e sale inglese purissimo, per sgomberare il corpo da possibili elementi inquinanti di grosse dimensioni.
  3. Divieto categorico di recarsi in qualsiasi mercato e poter venire in contatto con pericolosi ambulanti dell’altra sponda.
  4. Identificazione mistica nella figura del fratello Tore Andre Flo, con mimica del suo stacco imperioso ed incornata vincente.

Questi invece gli appuntamenti canonici presso la parrocchia di San Prospero, per le celebrazioni di rito:

Oggi, venerdì santo, ore 17.30 lavanda dei piedi officiata dal Cardinale Nerino, ore 19.00 rosario accorato ed a seguire veglia tutti assieme in onore di Enrico Chiesa.

Domani, sabato santo, ore 10.00 SS Messa, ore 12.00 incontro con i cacciatori, pescatori e fungaioli che odiano a morte i fiorentini, ore 18.00 benedizione Botte da Orbi del Monsignor Sello e notte bianca in sacrestia.

Vi invitiamo al massimo rispetto di quanto esposto e nella fiducia di un risultato positivo. Olè Robur.

postato da: sanprospero alle ore 07:53 | link | commenti (2)
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giovedì, 02 marzo 2006

Storia strana questa. Nella nottata di lunedì 27 febbraio, l'ennesima auto, ancora una volta francese, è stata data alle fiamme in San Prospero, nell'ormai tristemente famosa Via Gorizia. Ma non solo. Nella stesso momento si è registrato il furto di svariate carte telefoniche all'interno dell'edicola di Viale XXIV Maggio , il tentativo di scasso, fortunatamente non riuscito, delle altre attività adiacenti ad essa ed il ladrocinio di una macchina posteggiata davanti al supermercato Crai. Un'escalation, irrefrenabile e quantomai inaspettata, di crimini che, dopo la scoperta della casa di prostituzione nel palazzo di Fefy o Incis Vecchio,  pongono l'ex quartiere tranquillo, in una posizione di assoluta pericolosità riguardo alla sicurezza notturna. Gli effetti di questo fenomenno sono già facilmente visibili: in primis il crollo del prezzo del mattone, attualmente, infatti, si può acquistare un garage fatiscente sotto il miliardo del vecchio conio ed in secondo la corsa al camuffamento, mediante placchette di plastica grossolanamente contraffatte, dei mezzi di fabbricazione transalpina. Tutti ormai si chiedono che cosa stia succendo e soprattutto perchè proprio in quella via, che oltre ad essere senza sbocco, non presenta alcuna voglia di emozionarsi da tempo indicibile. Nessun movente apparente e ancora non emessa neppure una bozza di identikit del piromane. Occhi puntati sui disobbedienti ed anarchici con i cani tenuti poco al guinzaglio, queste le contromosse delle forze dell'ordine per placare tale mattanza. Non rimane che attendere.
postato da: sanprospero alle ore 07:57 | link | commenti
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