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venerdì, 24 febbraio 2006

Tentò di convincerla, ma fu tutto inutile. Lei, bellissima, decise di tornare sul suo pianeta ed abbandonarlo per un robot common rail. Dodici anni di matrimonio gettati al vento. Si erano conosciuti ad un rinfresco di maganoidi nani. Il caso volle che essa lo urtò casualmente, per un avaria al suo scandaglio cerebrale. Fu un attimo intenso. Per l’emozione entrambi si ossidarono i capelli. Iniziarono a parlare, sorseggiando dell’ottima acquaragia, disquisendo sul sistema solare e sui loro sogni. A causa di un tic nervoso, spesso la ragazza barriva e si trasformava, solo per qualche secondo, in un lupo mannaro completamente cromato. Un piccolo difetto, pensò dentro un mare di splendore. Si fidanzarono immediatamente. Il primo bacio fu esilarante. Lei non possedeva lingua, ma una specie di cavo elettrico con presa industriale. Il contatto con l’umido della saliva provocò una differenza di potenziale che lo costrinse in diarrea. Da allora la loro unione divenne praticamente indissolubile. Due anime gemellari, come diceva il prete dell’asteriode sopra al loro ics-appartamento. Si sposarono quasi subito, a 36 metri di profondità, in un anemone nell’Oceano Atlantico, respingendo un attacco di squali bianchi particolarmente feroci. Da allora condussero una vita tranquilla, felice e piena di attenzioni reciproche. Ogni anniversario di matrimonio, lui gli regalava una tintura di iodio gigante e lei una macchina per radiografie sempre più potente. Un giorno vennero risucchiati, a bordo della loro astronave, in una nebulosa . Fu in quel maledetto pomeriggio che conobbe quel robot esibizionista. Infatti esso stava in mezzo di strada per segnalare il pericolo, a torso nudo, con il chiaro obiettivo di evidenziare la sua muscolatura artificiale. Con una scusa, fece fermare il marito e scese per chiedergli un informazione. Vide un campo magnetico che avvolgeva i due ed al suo ritorno lei era cambiata. Passarono alcuni mesi in cui usciva sempre da sola ed insospettito gli piazzò una cimice nella vagina, scoprendo il tradimento. Quando se ne andò, senza neppure salutarlo, decise di farsi rottamare.

postato da: sanprospero alle ore 07:55 | link | commenti
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mercoledì, 22 febbraio 2006

Vincere, convincere e stravincere. Questo il succo del suo pensiero da allenatore. Lui, il quale, non aveva mai calcato un rettangolo di gioco, si era gettato a capofitto in quella carriera, convinto di essere un grande stratega ed un vincente nato. Abbracciando la teoria della relatività assoluta, creò un nuovo tipo di concezione del calcio. Ogni atleta, in campo, era libero di fare ciò che voleva. Nessun ruolo predefinito o mansioni personali. Iniziò la professione con i giovani della comunità di recupero " La droga solo per l’ultimo dell’anno", vincendo al primo tentativo il campionato provinciale "Coppa dell’euforia". Al termine della finale si trovò a festeggiare da solo, perché tutti i ragazzi erano fuggiti, senza lasciare traccia. La stagione seguente venne chiamato nei dilettanti dalla Dinamo Alcolizzati di Bressanone. Dopo un inizio stentato, la compagine divenne un vero schiacciasassi e disputò i play-off per salire in serie C2. Lo scontro, andata e ritorno, contro l’Atletico Agonizzanti di Belluno, fu strepitoso e si decise solo ai calci di rigore. Purtroppo la sua squadra dovette soccombere e per questo molti si convertirono alla dottrina dell’Ifiuonigheddaun. Ritrovatosi di colpo senza atleti, cercò una nuova collocazione ed incontrò allora l’uomo che avrebbe fatto la sua fortuna: Corrotto Senzascrupoli, presidente dell’Afragolese. Con esso riuscì ad approdare alla serie cadetta, lasciandosi alle spalle una serie interminabile di omicidi efferati e continue sparizioni di denaro dai portafogli degli avversari. Dopo cinque anni di vittorie, ebbe finalmente la grande occasione, il salto in A, fallito solo all’ultima giornata. La delusione del pubblico campano esplose furiosa. Tacciato di difensivismo strenuo, venne catturato negli spogliatoi e crivellato, pubblicamente, a sassate nella piazza del paese.

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martedì, 21 febbraio 2006

La mattina iniziò sotto pessimi auspici. Innanzitutto si era scordato di chiudere la finestra della camera e una coppia di gabbiani felici, cogliendo la succulenta occasione al volo, avevano costruito il loro nido, per trascorrere comodamente i freddi mesi invernali, sopra il suo comodino. Svegliato di soprassalto dal trambusto assordante dei due volatili gioiosi, cercò di convincerli ad uscire, ma essi, irremovibili, non ne vollero sapere, minacciando di rivolgersi alla frangia più estremista e violenta di Greenpeace. Sconsolato, scese per fare colazione, ma la cucina era letteralmente invasa da un gruppo di babbuini assuefatti a vivere in cattività. Non solo, ma le scimmie stavano addirittura preparando ai fornelli, in perfetta simbiosi con la giornata di giovedì, una succulenta pentola di trippa fumante. Questa volta non tentò neppure uno straccio di reazione. Doveva assolutamente vestirsi per recarsi a lavoro, nessuno avrebbe mai creduto a quella storia. L’alito gli pesava come una cava di marmo e decise di lavarsi i denti. Entrò in bagno. Incredulo, vi scorse due bracconieri, perfettamente mimetizzati da accappatoi. Gli dissero, gentilmente, ma con fermezza, di non provocare rumori che potessero insospettire le prede. Non era finita. Dalla tazza del water uscì una famiglia di operosi castori, i quali, senza voler ascoltare ragioni, volevano costruire una diga sotto il lavabo, per creare un habitat a loro congeniale. Cercò di razionalizzare la situazione. Non poteva essere vera. Uscì, convinto che al suo ritorno tutto sarebbe tornato alla normalità. In ufficio sentì squillare il telefono. Dai ruggiti capì che si trattava di un leone incazzato. Preoccupato corse verso casa. Davanti al cancello notò una siccità mai vista. Per le scale incontrò un documentarista a bordo di un grosso fuoristrada blindato. Udì anche il barrito di un elefante provenire dal garage. Contattò la protezione civile per chiedere spiegazioni. Non risero. Gli dissero soltanto di non allarmarsi, era solo colpa della stagione, appena avesse iniziato a piovere tutto si sarebbe sistemato.

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lunedì, 20 febbraio 2006

Udinese - Siena 1-2

UDINESE
De Sanctis, Zapata, Natali (dal 11’ st Bertotto), Felipe, Zenoni, Obodo, Baronio, Tissone (dal 20’ st Barreto), Candela, Iaquinta, Di Natale (dal 35’ st Rossini).
A disposizione: Paoletti, Gobbi, Vidigal, Aguilar.
Allenatore: Dominissini

SIENA
Fortin, Negro, Portanova, Colonnese, Gastaldello, D’Aversa, Paro (dal 44’ st Molinaro), Vergassola, Locatelli, Chiesa (dal 17’ st Foglio), Volpato (dal 30’ st Guzman).
A disposizione: Mirante, Alberto, Iadaresta, Packer.
Allenatore: De Canio

Arbitro: Rodomonti di Roma
Assistenti: Benedetto e Lanciano
IV Uomo: Cassarà 

Reti: 33’ pt Volpato, 38’ pt Iaquinta su rigore, 39’ pt Volpato

Ammoniti: Barreto, D’Aversa, Paro, Volpato, Locatelli, Obodo
Espulsi: Candela
Angoli: 7-2 per l'Udinese
Recuperi: 0' pt, 5 st
Primo tempo: Udinese – Siena 1-2

Il giorno di Rej.

La Robur vince una importantissima gara ad Udine ipotecando la salvezza. Tutto si risolve in sei convulsi minuti ed il protagonista è Rej Volpato, giovanissimo attaccante bianconero, in prestito dalla Juventus, che sigla due signore reti, dopo la sfortunata prestazione con la Roma in cui, solo la sorte gli aveva negato la gioia del primo goal in A. Il ragazzo, nonostante la doppia carriera di calciatore ed attore cinematografico, gioca bene e smentisce coloro che, valutandone la candida età e le tentazioni del set, lo credevano non pronto per sorreggere il peso dell'attacco in massima serie. Fisico possente, buoni polmoni e discreta tecnica, queste le sue caratteristiche. Nel mondo dello spettacolo invece abbina una bella presenza con una recitazione ancora acerba dal punto di vista dell'espressività e mimica facciale. Holliwood, sembra, almeno per il momento, ancora lontana e per questo ha scelto di privilegiare la carriera agonistica. L'infortunio di Erjon Bodgani e la rocambolesca partenza dell'altra punta di ruolo Nanni nel mercato di Gennaio, gli aprono le porte della ribalta e lui coglie l'occasione fornendo due sonore prestazioni. In Friuli, corona il suo sogno e sigla una doppietta con un colpo di testa triplo axel, doppio dolup coefficiente 3 e poi, con una serpentina in area di rigore avversaria, in cui salta marcatore e portiere, perfettamente imbeccato dall'ottimo Locatelli , depone dolcemente ma con freddezza la palla in rete. A questo punto ci auguriamo che nessun regista lo voglia scritturare almeno fino alla fine del campionato e vogliamo al contempo consigliargli di evitare accuratamente soap argentine o brasiliane, perché mai nessuno è riuscito ad emergere, dopo avere partecipato ad esse.

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venerdì, 17 febbraio 2006

Il primo giorno di naia era trascorso senza troppi sussulti. I nonni tutto sommato non avevano infierito, solo 240 flessioni con un incudine sulla schiena e tre ore chiuso in un armadietto con il maiale del maresciallo in calore. La sera poi era anche uscito con i suoi compagni, i quali forse un po’ troppo su di giri, avevano tentato di abbordare ogni essere femminile incontrato. Una di esse, probabilmente pazza, si era dimostrata accondiscendente, conducendoli in una stamberga vicino alla caserma. Dentro trovarono praticamente tutte le nuove reclute del loro scaglione. Tra lo stupore generale, lei aveva impugnato un microfono e si era messa a cantare "Fin che la barca va" di Orietta Berti, fino a perdere la voce. Poi, d’improvviso, iniziò a spogliarsi, mimando con un bottiglione di vino un terribile amplesso. La sua bruttezza rasentava il credibile. Non presentava, neppure con ottimismo sfrenato, alcun lato decente, ma l’atmosfera nella stanza si surriscaldò in pochi minuti. Quando si tolse gli slip, un gruppo di napoletani tentò di prenderla. Lei, per niente agitata, aprì la borsetta ed estrasse due bombe molotov, scagliandole verso l’improvvisata platea. Panico e confusione si impossessarono degli avventori. Tutti, in fretta, si diressero verso l’unica porta di uscita ma era chiusa. Tentarono di sfondarla, ma ormai il fuoco li circondava. Nel fumo denso, era difficile respirare e praticamente impossibile muoversi. Sentirono una sirena spiegata. Erano i Vigili del Fuoco. In breve riuscirono a spegnere le fiamme. Mentre defluivano mestamente la videro allontanarsi. Cercarono di raggiungerla. Si dileguò però nella folla di curiosi, che visionavano l’accaduto. Dopo qualche giorno dall’episodio, ricevettero una lettera anonima. Al suo interno scorsero un sacchetto di peli pubici e un messaggio: "Ciao ragazzi, vi ricordate di me? Sono Diavolina, la spogliarellista. Ardo per potervi rivedere. Vorrei carbonizzarvi vivi, nudi come bachi., con una damigiana di kerosene essenziale, quello buono. Vi aspetto". Sconcertati ed impauriti non misero più piede fuori dalle mura della caserma, vivendo del cibo statale ed apprezzandone il suo valore nutrizionale.

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giovedì, 16 febbraio 2006

"Ti posso parlare in privato?" le chiese. Lei bellissima fotomodella gli rispose: "Si, ma non subito, tra un paio di anni, ora sono molto impegnata, comunque se non ti scoccia puoi attendermi in macchina". Non se lo fece ripetere due volte. Posteggiò l’auto a 5 centimetri dalla porta di ingresso e onde ingannare il tempo acquistò l’intera edicola adiacente, per fare scorta di giornali. Dopo tre mesi aveva già letto anche le inserzioni pubblicitarie di tutti i settimanali locali. Sapeva ogni cosa di guerre, politica, sesso, affari, compravendite di immobili, storia di tutte le battaglie dal medioevo all’età moderna e ricette di cucina. Iniziò a guardare ripetutamente il calendario. Il suo datore di lavoro intanto lo bersagliava, cercando di farsi spiegare il motivo per la prolungata assenza. Gli disse che aveva preso una malattia sconosciuta, ovvero la sindrome di Fortore. Essa, gli spiegò, consisteva in una sovrapproduzione di escrementi, i quali attestandosi mediamente sul chilogrammo e mezzo giornaliero, lo rendevano schiavo del bafore, costringendolo a continui conati gastrointestinali, indebolendolo irrimediabilmente nel fisico. Non gli credette. Venne licenziato e dovette, per vivere, vendere i pezzi della sua macchina, fino a ridurla una carcassa per polli. Dopo 18 mesi, un vigile urbano gli intimò di spostare il veicolo. Stressato, gli mollò un fendente nella regione occipitale. L’uomo stramazzò al suolo. In fretta lo raccolse dal marciapiede e lo mise nel bagagliaio. Decise di chiedere un riscatto ai familiari. Telefonò per giorni ma nessuno a casa rispondeva. In preda al panico lo uccise. Un tanfo incredibile si disperse nell’abitacolo. Le sue sembianze a quel punto assomigliavano ad un panda zozzo. Finalmente, puntuale, lei uscì. Due lunghi anni erano trascorsi, gli sembrava ieri quando l’aveva avvicinata. Le corse incontro. La ragazza stentò a riconoscerlo. Lui si avvicinò e le disse: "Ciao, senti ti volevo dire, non so da dove cominciare, insomma, io ti vorrei tanto trombare, anche ritta se hai fretta". Lo guardò perplessa e poi gli urlò: "Pussa via cialtrone, smamma popò di troiaio, gazzilloro". In un attimo scomparve e non la rivide mai più.

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mercoledì, 15 febbraio 2006

CAMPIONI

  Nato a: Asuncion (Paraguay)
  Il: 07/03/1982
  Altezza: 178 cm
  Peso: 76 kg
  Nazionalità:  
  Ruolo: attaccante
  Autografo:  
  Note: Esordio serie A:
22/01/2006 Siena-Milan 0-3
 
  Presenze Espulsioni Ammonizioni Minuti Giocati Gol
  1 0 2 18 0
 
  Stagione Squadra Serie Presenze Gol
  2001/02 Juventus A 0 0
  2002/03 Ternana B 24 2
  2003/04 Messina B 26 5
  2004/05 Crotone B 39 8
  2005/06 Crotone B 18 4

Tomas Andres Guzman nasce ad Asuncion in Paraguay il 07/03/82,da padre Moto Guzman e madre Nonmarcia Infolle. La velocità è il suo segno distintivo e lo si capisce subito. I genitori, quando compie il secondo anno di età, si convincono che il figlio sia dotato di super-poteri. Con la macchina a pedali ricevuta in regalo infatti, il piccolo in sette minuti esatti riesce a raggiungere l'appalto dei tabacchi dello zio Filtro, distante da casa ben quattro km e settecento metri. Un giorno il nonno Iniettore, ruspista eccezionale, gli porta un mini-escavatore giocattolo. Tomas entusiasta vi sale ed in due settimane realizza uno scavo enorme, che verrà poi usato dalla vicina azienda chimica Inquinamentos Stratoxico, per seppellire i rifiuti tossici. L'unico problema del ragazzo è il linguaggio. Nessuno, se non i genitori, riesce a comprenderlo, tale è la cadenza esasperata con la quale si esprime. Storpia ed accorcia tutte le frasi, esponendo in pochi secondi concetti che richiederebbero molte ore di conversazione. Per questa sua peculiarità tutti lo scansano ed allora lui decide di chiudersi in se stesso e non parlare più con nessuno, se non a gesti. Solo, triste e incompreso inizia a giocare a pallone. Con i piedi è un fenomeno. Visionando una cassetta inviatagli da un osservatore sudamericano se ne accorge Luciano Moggi che lo prende nella Juventus. Il giovane esce dal tunnel del silenzio ed attacca bottone a chiunque. Esasperata, la società bianconera lo gira alla Ternana in serie B. Tomas denota delle grandi potenzialità ma non esplode ed allora migra ancora a Messina e poi due anni a Crotone, prima di essere ceduto nel mercato di Gennaio del 2006 alla Robur.

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martedì, 14 febbraio 2006

FEDELISSIMO N.13

SIENA-ROMA DEL 12-02-06

Razza Robur: i giocatori che hanno fatto la storia. Bruno Cirillo

Bruno Cirillo, detto "O'carattere", nasce a Castellammare di Stabia il 21 Marzo 1977, da padre Infuriato Cirillo e madre Immacolata Murena. Del parto la donna si ricorda perfettamente che il figlio, appena uscito allo scoperto, si rifiutò categoricamente di farsi tagliare il cordone ombelicale , minacciando di morte sia l'ostetrica che l'infermiera di turno, la quale, impaurita, gli praticò frettolosamente un'iniezione di Calmatin, per riportarlo alla ragione. Bruno, contro ogni previsione, segue l'iter scolastico di tutti i bambini, solo che al secondo anno di scuola materna già fuma mezzo pacchetto di N80. La maestra tenta di redimerlo, ma lui, inflessibile, non vuole saperne di smettere ed anzi, per protesta, incendia tutti i disegni dei compagni riguardanti le stagioni dell’anno. Per questo atto violento viene allontanato anzitempo dalla classe. Furibondo, si nasconde sotto lo scivolino ed attende l’arrivo dello scuolabus, al quale, eludendo la sorveglianza dell’autista, manomette i freni. Solo per miracolo viene evitata una catastrofe e lui rivendica l’azione, con un comunicato stampa che detta al nonno Tano, colluso con la cosca degli Efferatesi, allora al comando del racket dei marchi contraffatti. Incriminato, viene processato per tentata strage e condannato a cantare nel coro dell’Antoniano fino alla maggiore età. Del suo caso, si interessa il parroco del paese, Don Buono, che lo inizia al calcio, per salvarlo dalla strada. Il ragazzo è entusiasta. Gioca a pallone nell'oratorio della chiesa circa 8 ore al giorno, provocando spesso il risentimento della perpetua Concetta, che per indispettirlo, gli buca, ogni qualvolta si presenta l’occasione, il Super Tele. Un giorno nonna Prelibata gli regala, come premio di buona condotta, un Super Santos e lui, per ringraziarla, la cosparge di olio e la stende sul letto, ricavandone una sindone che venererà per molti anni. Il giovane, trasformato dallo sport, nel quale scarica tutta la sua rabbia, conquista addirittura l’accesso alle scuole medie, quando viene notato da un noto pescatore di Castellammare, patron della squadra del quartiere Omertà, la Nunsaccionientese, militante in 3°categoria, che lo ingaggia con un contratto biennale. Il secondo anno Bruno esplode e viene acquistato dalla Reggina in C1, con la quale ottiene una meritata promozione in serie B, scendendo una sola volta in campo. Nel seguente campionato cadetto non gioca mai e per questo, durante un allenamento, lancia una bomba carta all'indirizzo del Mister, ferendolo gravemente e, non contento, sfascia a cazzotti il lettino della sala massaggi, che viene purtroppo rottamato. Tale atto violento gli costa l’allontanamento e il prestito al Tricase in CND. Redento e pentito, dopo due anni di purgatorio e una promozione in C2, rientra a Reggio Calabria, dove esordisce nella stagione '99-2000 nella massima serie. Nel 2002 approda a Lecce e l’anno seguente viene acquistato dalla Robur, in cui si dimostra uomo nervoso e trascinatore conquistando una meritata salvezza e ben 23 presenze.

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lunedì, 13 febbraio 2006

Siena - Roma 0-2

SIENA
Fortin, Negro, Vergassola, Tudor, Chiesa, Volpato (dal 26' st Guzman), Paro, Locatelli (dal 38' st Molinaro), D'Aversa, Gastaldello, Legrottaglie.
A disposizione: Mirante, Colonnese, Foglio, Alberto, Portanova.
Allenatore: Luigi De Canio

ROMA
Doni, Mexes, Aquilani, Totti, Taddei (dal 31' st Kuffour) , Chivu, De Rossi, Perrotta, Cufre', Rosi (dal 13' st Tommasi), Mancini.
A disposizione: Curci, Alvarez, Montella, Kharja, Dacourt.
Allenatore: Luciano Spalletti

Marcatori: De Rossi 25' st, Mancini 49' st.

Ammoniti: Tudor 24'pt, Legrottaglie 31' pt, Cufrè 40' pt, Paro 45'pt, Gastaldello 40' st, Totti 42' st, D'Aversa 43'st.

Recupero:
2'pt, 4'st.

La cronaca:

Giornata di macumbe. Una sfortuna epocale attanaglia la Robur, che perde immeritatamentissimamente contro la Roma di Spalletti. Cento occasioni da goal, tra cui due pali clamorosi ed un calcio di rigore sbagliato, contro due tiri dei giallorossi ambedue, purtroppo, a segno. I bianconeri, nonostante le pesanti assenze, conducono una gara spavalda, affrontando a viso aperto, senza nessun timore reverenziale, la più blasonata squadra capitolina, mettendola spesso in seria difficoltà. Nella prima frazione la Robur crea due nitide occasioni da rete. La prima con il giovane attore Rei Volpato, gettato nella mischia dall'inizio al posto dell'infortunato Bodgani,  che anticipando tutti i difensori avversari incoccia una splendida palla di testa che si stampa meramente nel legno attaversando tutta la porta senza entrarvi. La seconda, quella più indigesta, con il penalty fallito da Enrico Chiesa che alza la sfera sopra la traversa. Nel 2° tempo quello che non ti aspetti. L'odioso De Rossi, figlio tra l'altro di un indimenticato ex bianconero, gioca il gobbo e gonfia la rete con un tiro sporco ma potente, scagliato da oltre 35 metri. Il Siena, stordito ma non domo, torna alla carica e colpisce un altro palo assurdo con uno stra-piattone di Negro deliziosamente imbeccato da Chiesa. Poi ancora una parata incredibile di Doni che risolve un pasticcio difensivo di cui ne aveva approfittato la star di Cinecittà Rei Volpato. Negli ultimi minuti infine, la Robur si getta tutta in avanti e viene colpita da Mancini in contropiede .

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venerdì, 10 febbraio 2006

"Cristo Santo" disse, "quella canaglia di Farabutto Kid ha rapinato un'altra diligenza e si è dileguato nel nulla, come al solito. Brutto tarpone satanasso. Il giorno che riuscirò finalmente a prenderlo, giuro di cavargli tutti i denti con le mani, senza fargli bere neppure un goccio di distillato come anestetico. Possibile che neppure con una taglia di 1000 dollari su quella testaccia, nessun cow-boy lo acciuffi, maledetto koala vitupero". Lui, Sfortunato Colt, sceriffo di Belligerosa City, da anni ormai, tentava inutilmente di ammanettare il bandito più famoso di tutto il west. Per questo, aveva perso il sonno e parte della ragione. Molte leggende aleggiavano su Farabutto Kid. Si diceva che fosse omosessuale conclamato e ogni notte si trasformasse in uno splendido trans. Molti sostenevano che riuscisse a volatilizzarsi dopo ogni colpo, perchè conosceva l'etere e lo usasse per addormentare tutti i testimoni. Un giorno, i due si trovarono dentro il saloon. Lo sceriffo lo riconobbe dalla minuscola cicatrice sotto il palato. Gli sparò e l'altro rispose al fuoco. La colluttazione durò 45 minuti esatti. Un odore acre avvolse tutto il locale e gli avventori. Quando si dileguò la polvere, i due si stavano baciando nudi sul pavimento. Divennero una coppia di fatto ed allevarono bestiame fino alla pensione.

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giovedì, 09 febbraio 2006

 Messina – Siena 0-0


Messina: Storari, Innocenti, Rezaei, Aronica, Rafael, Zanchi, Coppola, Donati, Sculli, Di Napoli, Floccari. A disposizione: Pansera, Antonelli, Noverino, Bondi, Sullo, Muslimovic, Nanni. Allenatore: Bortolo Mutti.

Siena: Fortin, Portanova, Negro, Legrottaglie, Falsini, Alberto, Paro, Vergassola, Locatelli, Chiesa, Bogdani. A disposizione: Zomer, Tudor, Colonnese, Gastaldello, Molinaro, Guzman, Volpato. Allenatore: Luigi De Canio.

Arbitro: Giannoccaro Assistenti:Tonolini e Capelli.

IV Ufficiale: Cassarà.

dalla sala stampa:

Enrico Chiesa: Siam contenti. Questo pareggio è positivo, dobbiam capirlo. La classifica putroppo so è accorciata, ma non ci fossilizziam. Verran giornate positive, la serie A è così. Non ci scoraggiam.

Tomas Locatelli: Punto d'oro. Bicchiere mezzo pieno. Durante la partita ho pensato molto su come si potrebbe concludere questo pazzo campionato. I segnali sono stati incoraggianti, anche se spesso mi arrivava il pallone e dovevo concentrarmi sul gioco. Meno male che questo è l'ultimo turno infrasettimanale, perchè io il mercoledì, di solito, lo dedico ad un match a Subbuteo, anticipando la nostra successiva sfida domenicale, per ricavarne preziose informazioni.

Rei Volpato: I am beautiful actor of fiction, but I play football. Fango. ice, water, not make for my pelle to gold boy. I adoro recitarealy in the colossal to Vanna Marchi and mago Do Nascimiento. I big star of big schermo, not punta of Robur

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mercoledì, 08 febbraio 2006

E' di oggi la conferma della storica ristrutturazione del Bar Silvana Vini & Panini, tramite questo stringato comunicato stampa emesso dal proprietario: " Gentili abitanti di San Prospero, dopo aver tenuto alta, per oltre trent'anni, la storica bandiera del Paris Bar, ho deciso, seppur a malincuore, di provvedere a delle modifiche sostanziali ed innovative della mia attività. Questo comporterà un breve stop di circa un mese, nel quale l'esercizio rimarrà serrato, per consentire alla squadra di cottimisti scelti di eseguire le opere previste". Da giorni ormai, molti si erano accorti della chiusura, ma nessuno aveva osato pensare ad una tale eventualità. Praticamente immutato dalla sua nascita, misterioso per quanto concerne il retro, inaccessibile per l'uso del bagno, il bar è passato dalla gestione transalpina del Sor Ilio, con il nome di Paris Bar, alla conduzione di Silvana, ex-Grattacielo, per finire nelle grinfie, gradualmente ed in sordina, del vulcanico figlio Giacomo, che sicuramente è stato il principale fautore della storica decisione di ammodernamento. Ad oggi, purtroppo, una fitta coltre di ambiguità aleggia sul progetto. Di sicuro sappiamo che il nome non sarà lo stesso. Attendiamo comunque fiduciosi e con trepidazione l'esecuzione dei lavori, convinti di assistere ad un pezzo di storia importante.
postato da: sanprospero alle ore 07:54 | link | commenti
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lunedì, 06 febbraio 2006

 Siena - Ascoli 1-1

Siena: Fortin, Vergassola, Chiesa, Paro, Locatelli, D'Aversa, Foglio, Gastaldello, Legrottaglie, Bogdani, Portanova.
A disposizione: Mirante, Negro, Falsini, Tudor, Volpato, Guzman, Alberto.
All.: De Canio

Ascoli: Coppola, Del Grosso, Fini, Ferrante, Guana, Comotto, Foggia, Parola, Paci, Lauro, Bjelanovic.
A disposizione: Zotti, Giampà, Cordova, Cariello, Adani, Bonetto, Quagliarella.
All.: Silva

The history of the match:

Robur inciamply in the coriacy Ascoli and impatta the match important for salvezza, Beautiful team this Piceno. Organized and atlethic. Play largo in the fasce. The small boy Foggia, very fuleno. Siena semyna but not raccoglied. At solito, first cazzata and immediatly goal avversary. Tank to Dio, Erjon Bodgani, pareggia to thiro of menisco, inizio second frazion. Wiwona. Match hora is very combact, but the risultated is block. Chiesa, falliscly the goal incredibol, and toscany blackandwhite not trovano the spirit for final assedio.

postato da: sanprospero alle ore 07:43 | link | commenti
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venerdì, 03 febbraio 2006

Dopo milioni di rovesciate, mezze-rovesciate, sforbiciate, acrobazie di testa e colpi di tacco funambolici, finalmente era riuscito ad entrare nei Ringo Boys. Unico neo l'età: quarant'anni portati male, contro una media di 10/12 primavere dei compagni. Il ritiro, nella piccola città svizzera di Ovomaltina posta a 1756 mt., fu stupendo. Un campo magico ricoperto interamente di fru-fru, porte in liquirizia e spogliatoi appena costruiti in cioccolato massello. Il giorno del ritrovo conobbe tutti i suoi mini-colleghi ed il mister, il signor Galbusera. L'uomo gli sembrò eccentrico nel modo di vestire, ma simpatico. Ciò non potette dire dei i compagni, che si dimostrarono subito ostili. Come benvenuto infatti, gli scagliarono, in discesa, un finto biscotto di circa due metri di diametro, fatto di pecorino stagionato, farcito con calcestruzzo essiccato al sole. I primi quindici giorni di preparazione furono massacranti, soprattutto per lui, uomo già fatto. Lo ingozzarono di Galatine, Smarties, Goleador, provocandogli una spropositata eruzione cutanea e delle emorroidi da reportage scientifico. Finalmente iniziò il campionato. L'esordio fu in trasferta, sul campo della fortissima Dinamo Stianti. Il mister lo schierò nell'undici titolare a centrocampo. Dopo 45 secondi dall'inizio, sentì una fitta tremenda al fegato. Chiese il cambio. Il medico della squadra, a gioco interrotto, ordinò, prima di avallare la sostituzione, un esame completo delle feci. Si sentì tradito, in assenza di fiducia verso la sua persona. Scappò e divenne un clochard impeccabile.
postato da: sanprospero alle ore 07:43 | link | commenti (1)
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giovedì, 02 febbraio 2006

Era un uomo longevo. Nato in una tribù di Incas, si rifiutò categoricamente di essere inglobato nelle varie genie che si succedettero ad essa, quali Inps, Inail, Sunia e Fiom. Orgoglioso, estremamente attaccato ai propri valori ed alle sue radici, conduceva una vita regolare ed ordinata. Niente stravizi. Solo alla sera masticava due foglie di coca condite con un filo di olio del Chiapas. Stava per festeggiare il suo 956° compleanno, quando sentì suonare alla porta. Aprì. Nell'andito del portone trovò una torta finta immensa, fatta recapitare dagli amici. Con fatica la trascinò in casa. Con trepidazione attese davanti ad essa. Dalla parte superiore uscì una donnona Tapioca enorme, tutta nuda. "Che potta" pensò. Iniziò sinuosamente a ballare. Lui, intanto, preparò la cena: un raviggiolo di Cancun e crostini Omlechi. Mangiarono abbracciati. Dopo la condusse a letto. Quando la vide distesa nei cuscini, pianse per il bellissimo regalo ricevuto. Fu una notte di sesso sfrenato. Il mattino seguente, al suo risveglio, si era volatilizzata. Doveva assolutamente ritrovare quella dinosaura. La cercò in ogni dove senza successo. Qualche anno più tardi, seppe che era stata sacrificata per sfamare l'intero clero dello Yucatan. Che donna.
postato da: sanprospero alle ore 07:50 | link | commenti
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