FEDELISSIMO N.3
SIENA-MESSINA DEL 25-09-05
Accettò con entusiasmo di partecipare a quel reality show. Lo chiusero a chiave in una mansarda con un ergastolano, due gemelli siamesi uniti per la pianta del piede e quindi obbligati a rotolare per spostarsi, una formidabile pranoterapeuta devastata dal mal di vita, una coppia di scambisti accaniti fans dei Ragazzi Italiani e un pittore delle Isole Mauritzius solito dipingere cavalloni e giubbotti salvagente. Da una vita attendeva l’occasione di mettersi in mostra e sfondare nel mondo dello spettacolo. Al provino, per farsi notare dai produttori, incendiò, senza alcuna pietà, sua madre con un micidiale composto di kerosene e diavolina. Quando gli venne comunicato di aver superato la prima scrematura degli aspiranti, alla seconda e definitiva selezione si presentò completamente imbottito di tritolo. Durante il test di ballo, dopo un triplo salto mortale con mezzo avvitamento, ricadde pesantemente e ciò gli provocò l’esplosione del piede destro. Riuscì a far finta di nulla. La mattina successiva sdraiato sul letto della sua camera d’albergo, praticamente dissanguato, fu strappato all’aldilà da un cameriere-sciamano, che gli applicò sull’arto spezzato una matita emostatica grande come un colonnino di Piazza del Campo. Dopo due ore di bestemmie ininterrotte, dovute al frizzo terribile che lo faceva letteralmente impazzire, si riprese miracolosamente. Per sdebitarsi con il suo salvatore gli fece omaggio di una Colombina De Longhi nuova fiammante. Onde evitare emorragie si fiondò sotto una doccia gelata e poi si vestì di tutto punto. Al momento di calzare le scarpe pianse solo per un attimo, convincendosi fermamente che quell’amputazione lo avrebbe aiutato a diventare uomo più in fretta. Squillò il telefono. Lo raggiunse a capriole. Erano gli autori: "complimenti, ce l’ha fatta. Lei è stato prescelto, venga oggi stesso nei nostri uffici a firmare la scheda di partecipazione e le spiegheremo tutto". Chiamò la portineria e si fece recapitare, pagando una lauta ricompensa, un paio di stivali da buttero-texano. Li riempì fino alla caviglia di cemento fresco e vi inserì la gamba tranciata , attendendo l’essiccazione. L’espediente funzionò alla perfezione. Più o meno era riuscito a fare il pari e poteva camminare senza zoppicare. Felice, scese in strada e si recò in taxi presso gli studi televisivi per adempiere alle formalità richieste. Una volta entrato, tutto gli sembrava fantastico. Lungo il primo corridoio, ricevette ben due proposte sessuali da altrettanti truccatori gay e un’offerta per un tiro di coca da una sedicente donna delle pulizie, sola e con una gran voglia di parlare. Dopo una settimana trascorsa in sala di attesa, passata in gran parte dietro un ficus gigante, per evitare di essere sbattuto fuori dall’agente di vigilanza notturna, venne fatto accomodare. Il regista, un cinquantenne fonato con le meche, lo accolse fraternamente. All’uscita dalla stanza, si sentì realizzato come Luca Cordero di Montezemolo durante il suo primo amplesso con Edwige Fenech. La trasmissione durò 12 anni e fu interrotta solo per non specificati motivi familiari. Quando uscì, portando in braccio, come un equilibrista, i due gemelli siamesi, uno stuolo di ragazzine esagitate tentarono di spogliarlo. Tre giorni dopo, sull’onda della notorietà, venne chiamato a condurre, prima la rubrica "Protestantesimo" e poi "Appuntamento al cinema a cura dell’Anicagis". Una sera, ospite d’onore alla Capannina di Forte dei Marmi, mentre stava illustrando ai presenti la sua esperienza, un giovane del pubblico gli gridò: "sei un montato!". Non si riprese più ed entrò a far parte di una comunità Amish alle Terme di Petriolo.

Siena - Messina 4-2
Siena: Mirante, Falsini, Vergassola, Tudor, Chiesa, Locatelli, D'Aversa, Legrottaglie, Alberto, Bogdani, Portanova.
A disposizione: Fortin, Negro, Colonnese, Nanni, Volpato, Paro, Marazzina.
All.: De Canio
Messina: Storari, Rezaei, Donati, Aronica, Zoro, Iliev, Di Napoli, Muslimovic, Coppola, Fusco, Mamede.
A disposizione: Caglioni, Cristante, D'Agostino, Yanagisawa, Sculli, Giampà, Rafael.
All.: Mutti
dalla sala stampa:
Erjon Bodgani: Io penso che mi sono abituato a schemi di Siena. Penso che reparto di attacco sia sempre in miglioramento. Penso che quando si vince siamo tutti contenti, sia difesa che attacco. Penso che ho giocato bene, correndo e cercando di aiutare gli altri. A volte però penso che pensare troppo faccia male.
Enrico Chiesa: Son contento per la squadra e son contento per me stesso. Siam stati bravi come collettivo e anche nelle singole individualità. Ho realizzato 131 goal in serie A, non mi sembran pochi. Se Tudor mi avesse tolto la rete, gli avrei bruciato il cane ed il gazebo che tiene in giardino. Dobbiam salvarci e per questo lotterem in ogni partita, fin da domenica prossima a Roma.
Tomas Locatelli: I make the first goal incredibol. Finte and contro-finte a yosa. The difensor have issued the withe bandiera. Now I happy for my prestazione and the situescion of classifica floryda.
Bortolo Mutti: Sono distrutto. Il Siena ha vinto meritatamente. Noi non siamo mai stati in partita. Devo aver sbagliato qualcosa. Questa settimana mi farò analizzare dallo psicologo, per vedere se nel mio io ci sono delle risposte. Scusatemi sono giorni che non dormo.

Ascoli-Siena 1-1
Ascoli: Coppola, Comotto, Cudini, Domizzi, Tosto, Foggia, Cristiano (48' pt Parola), Guana, Fini, Colombo (18' st Bjelanovic), Ferrante.
A disposizione: Zotti, Paci, Carbone, Cariello, Quagliarella.
All.: Silva
Siena: Mirante, Negro, Legrottaglie, Portanova, Alberto, Tudor (27' st Locatelli), Vergassola, Paro, Falsini, Bogdani, Chiesa (35' st Marazzina).
A disposizione: Fortin, Colonnese, Molinaro, Foglio, Nanni.
All.: De Canio
Arbitro: Stefanini
Assistenti: D'Agostini, Liberti
IV Ufficiale: Dondarini
Ammoniti: Negro (Siena) , Tudor (Siena) , Fini (Ascoli)
Reti: 50' pt Bogdani (Siena); 13' st Ferrante (Ascoli)
La cronaca:
Due punti regalati, quelli della Robur al Del Duca, contro un Ascoli volitivo e generoso, ma tecnicamente inferiore alla compagine di mister De Canio. Nel riscaldamento il professor Ventrone, particolarmente ispirato, fa effettuare ai titolari, eccetto il portiere Mirante, 1.500 salti consegutivi a ginocchia piegate senza aprire bocca e con il pensiero rivolto al campione dei massimi Cassius Clay. Quindi l'incontro. Il Siena ancora saturo delle fatiche estive, appare imballato e poco lucido. I suoi giocatori, infatti, commettono continuamente errori banali sul fraseggio più elementare. Poi la luce con il gran goal del pennello Bogdani, vero mattatore della serata. A seguire quello che non ti aspetti. Sulla linea laterale destra si apre una voragine nel campo, che inghiottisce fino alle cosce l'ignaro guardalinee D'Agostini. La partita viene sospesa per 10 minuti, fino a che una carriola di rena picena viene immessa nella fossa per evitare altre cadute. A causa di ciò, l'inflessibile Ventrone per recuperare questo tempo perso, costringe gli atleti a saltare il meritato riposo tra i due tempi e organizza a centrocampo un torneo di tiro alla fune. La seconda frazione scorre apparentemente tranquilla, fino a che l'Ascoli trova il pareggio, con Ferrante, liberato da circa sedici rimpalli tutti a sfavore dei difensori senesi. Il match a questo punto si infiamma, ma inspiegabilmente non succede nulla fino al triplice fischio finale dell'albitlo Stefanini di Prato.
FEDELISSIMO N.2
SIENA-PALERMO DEL 18-09-05
Ricordi sparsi: quattro chiacchiere con Francesco Ducci
Fine anni settanta, inizio ottanta. Siena, a parte le contrade che rappresentano un’entità a se, offre ai giovani, dei locali e divertimenti paragonabili a quelli in voga nel boom economico degli anni sessanta nelle grandi metropoli italiane. Tre discoteche in centro gestite, tra l’altro, da ottuagenari: Club’72 proprietario Giovanni Burrini detto Nanni, Tom Cat diretto da Aladino il benzinaio, sosia di Tito Stagno e Bjoux Noir. Una un po’ più all’avanguardia situata a Monteroni, il Papillon, amministrata dal Circolo ARCI, qualche sala giochi e due stamberghe, dove poter mangiare fino a notte fonda; il Golden Bar, tra l’altro sponsor ufficiale dell’inno "Siena va " di Beppe Di Gaetano e il Bar Agip a Palazzo Diavoli, inventore dei famosi "tortellini abbondanti", maggiorati di 500 £ rispetto alla porzione normale. Nonostante questo assurdo panorama, nessun suicidio di massa. Essere ragazzo in questo periodo favoloso, vuol dire credere soprattutto nella potta e nei suoi effetti benefici. Dal lato libidine invece, contrada e Siena. Francesco si butta in questo periodo , come molti della nostra generazione, nel pericoloso e poco redditizio, dal lato dei risultati, vortice della Robur. E’ stato uno dei pochi a non essere presente a Grifo Cannara, non ha ucciso nessun livornese, non ha fondato I Fedelissimi e neppure ha partecipato ai caroselli in macchina prima delle partite interne, al tempo in cui imperversava il caschetto di Caterina Caselli. Un curriculum veramente modesto. L’approccio con questo micro-cosmo, formato da coetanei micro-furbi, induce, giocoforza, conseguenze belle e brutte. Nuove amicizie, divertimento, passione ecc., ma anche pessimi risultati sul fronte scolastico. Boccia assieme al Moranda, suo compagno di banco e di giochi. Frequentano il Sarrocchi, l’Istituto più sparso del mondo. Tre sedi: Fortezza, San Domenico e San Prospero. Spostamenti da un edificio all’altro a piedi. Colazione fissa e calma buddista per raggiungere la destinazione. Il mercoledì, per i più fortunati, possibilità di shopping al mercato. La settimana dal lato calcistico inizia il lunedì. Al rimorso, subitamente cancellato, per i magri profitti scolastici , si sostituisce, sul banco in super-ultima fila, un tripudio di giornali con cronaca sportiva. In caso di vittoria o pareggio, meglio se esterno, ammiccamenti compiacenti ed euforia smodata. In caso di sconfitta, sguardo assente da enorme delusione personale, Due le correnti di pensiero degli insegnanti, in merito a tali atteggiamenti: la minoranza li cataloga come elfi, la stragrande maggioranza li vede come deficienti. Il martedì, analisi tecnica della partita, con schizzi sul diario, riguardanti sia le principali azioni, con traiettoria della palla tratteggiata, sia schemi veri o presunti, per terminare con occhiata invidiosa ai campionati irraggiungibili di serie A e B. Il mercoledì, resoconto degli scontri negli stadi. Il C.U.C.S e le B.N.A. di un altro passo. A seguire, prima valutazione del match successivo da giocarsi in qualche recondita località del profondo sud. Giovedì, scambio di pareri, con altri ragazzi, anch’essi puntualmente bocciati, di mentalità aperta e selezionata. Come la loro. Il venerdì, Pasqua del tifoso. Giornata di riflessione sul modo di presentarsi in gradinata, evitando di eccedere più del dovuto in figure di merda, oppure svariate previsioni per affrontare l’imminente trasferta. Il sabato infine, sembra come l’ultimo giorno di scuola, anche se, visti i risultati, forse sarebbe stato meglio che questo fosse l’unico giorno della settimana. Poi finalmente arriva la domenica. Il mattino si attaccano gli striscioni. Lo stadio è aperto. Tra chi porta il cane a evacuare l’intestino e chi moccola perché deve togliere la macchina, si entra in campo con la pista di atletica asfaltata e le scarpate piene di escrementi animali e sassi dalle svariate forme e dimensioni. Pranzo a casa e vestizione secondo la moda del momento: giacca militare, golf di qualche parente povero, jeans stinti e scarpa da ginnastica. Infine il momento solenne di indossare la sciarpa della Robur. Quella fatta dalla nonna ad uncinetto, che pizzica nel collo più di uno sciame di tafani della Merse. A seguire, partenza per il Rastrello con il 48 cc., così composto: sella lunga, parabrezza con tettino scocciato all’inverosimile e chiave di accensione legata tramite filo del telefono a spirale, alla serratura del blocca-sterzo e immancabile adesivo sul telaio raffigurante una morte secca o altri simboli comunque poco edificanti. A questo punto, quasi da corollario, la partita.

SIENA - PALERMO 1-2
SIENA
Mirante, Negro, Falsini, Mignani, Vergassola, Tudor, Locatelli, Marazzina, Legrottaglie, Alberto, Bogdani.
A disposizione: Fortin, Chiesa, Volpato, Paro, Molinaro, Foglio, Portanova.
Allenatore: De Canio
PALERMO
Santoni, Zaccardo, Corini, Bonanni, Barone, Grosso, Santana, Terlizzi, Makinwa, Caracciolo, Barzagli.
A disposizione: Andujar, Pepe, Brienza, Gonzalez, Mutarelli, Rinaudo, Ferri.
Allenatore: Del Neri
dalla sala stampa:
Tomas Locatelli: I'm very delusy for the risultato, but i'm gasato for the spectacular goal, fruit of action of manual. The giacchetta nera not onesto. Pazienza. Go Ascoli to win and conwincere.
Del Neri: vittoriastrameritataabbiamocreatomoltissimepallegoalepresoretesullaprima disattenzioneilpalermoèbuonasquadraelostadimostrandohasolobisognodigiocare per perfezionarecertimeccanismicredodiesserestatoabbastanzachiaro.
Antonio Mirante: Anche oggi risultato disarmante. Dopo Milano un'altra sconfitta pesante. Un primo tempo giocato con agonismo asfissiante, con tanta volontà di creare qualcosa di importante. Ho dimostrato anche oggi di possedere un colpo di reni allucinante.
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Gianluca Falsini nasce ad Arezzo il 02/10/75. Bugiardo come pochi, di lui si conoscono pochissime notizie certe riguardanti la sua vita giovanile. Gli amici lo descrivono come un compagnone, sempre pronto allo scherzo ed alla battuta, ma di cui non ci si può assolutamente fidare. A 14 anni ad esempio, gli viene regalato dai genitori un Benellino tre marce, che racconta possa toccare i 95 km/orari in rettilineo e vada a benzina super. Con le donne la situazione è anche peggiore. Per abbordarle si spaccia con naturalezza per legionario, sommozzatore, ladro di gioielli, tiratore scelto, trapezista di circo, stunt-man ecc. Il suo problema è l'essere completamente smemorato, quindi in una serata può benissimo incarnare il ruolo di ingegnere nucleare e dopo 5 minuti quello di campione di tuffi dallo scoglio. Al calcio arriva tramite una raccolta a punti degli yogurt Kyr e approda a Parma all'eta di 19 anni con l'intestino sgombro. Scaduto il periodo-premio, viene ceduto al Gualdo in C1, in cambio di una termo-coperta e un guanciale anallergico. Il ragazzo però ha stoffa e dopo 4 anni si conferma in pianta stabile nella massima serie. La completa maturazione si compie nei 2 anni trascorsi a Reggio Calabria, dove si erge a pedina fondamentale della squadra, tanto da divenire il prediletto del presidente, che gli promette, una volta terminata la carriera professionistica, un posto di macellaio alla Coop di Melito Calabro. Gianluca, pur essendo lusingato rifiuta fermamente ed accetta felice il trasferimento a Siena
MILAN
Dida, Stam (Cafu dal 7' st), Nesta, Maldini, Serginho, Ambrosini, Pirlo, Seedorf (Gattuso dal 21' st), Rui Costa (Kakà dal 27' st), Gilardino, Shevchenko.
A disposizione: Kalac, Kaladze, Costacurta, Vogel.
Allenatore: Ancelotti
SIENA
Mirante, Negro, Legrottaglie, Colonnese (Marazzina dal 16' st), Portanova, Alberto (Foglio dal 31' st), Tudor, Vergassola, Locatelli (Falsini dal 4' st), Chiesa, Bogdani.
A disposizione: Fortin, Volpato, Paro, Gastaldello.
Allenatore: De Canio
Arbitro : Farina
Assistenti: Griselli, Cuttica
IV ufficiale: Tagliavento
Marcatori: 15’ pt Ambrosini, 32’ pt Shevchenko, 45’ pt Tudor, 36’ st Kakà.
Ammoniti: Legrottaglie, Tudor, Ambrosini
Recupero: 1' pt, 4' st
Spettatori: 56.142
Finale primo tempo: 2-1
dalla sala stampa:
De Canio: "Il mega-concerto di Ligabue ci ha fortemente penalizzato. abbiamo vissuto con l'ansia delle code per tutto l'incontro. Da Reggio Emilia giungevano notizie sempre più preoccupanti. Ma porca troia, non è pessibile paralizzare l'Italia per un concerto folk. Nell'intervallo ho cercato di tranquillizzare i ragazzi, divulgando false informazioni cariche di ottimismo, ma in molti, purtroppo, non mi hanno creduto. Le critiche per la sostituzione di Alberto con Foglio sono immotivate. Infatti il giocatore era l'unico che sarebbe rientrato a casa in enduro e quindi aveva la mente sgombra dai problemi della viabilità."
Mirante: "E' stata una partita con ritmo incessante. La mia prestazione è stata davvero edificante. Serata pesante per il risultato, ma allettante dal punto di vista della prestazione. La delusione, sono sicuro, sarà superata in un istante."
Ventrone: " Ho notato i ragazzi in panchina troppo rilassati, per questo, dopo la fine dell'incontro, gli ho fatto svolgere oltre un'ora di lavoro supplementare, fregandomene delle lamentele del custode di San Siro, che voleva tornarsene a casa. La prossima settimana, li faccio schiattare tutti, ho già in mente un torneo di lancio del martello e corsa nella vigna piena di mota. Con il Palermo voglio delle belve spietate."
Gattuso: Che stress. Non ho giocato perchè ero a pezzi psicologicamente. In ritiro non sono riuscito a completare il gioco della Settimana Enigmistica di unire i puntini e non ho neppure capito due barzellette della rubrica "Risate a denti stretti". Per un vincente come me, queste sono cose che feriscono e bruciano notevolmente."
La Robur affronta domani in anticipo il Milan di Carletto Ancelotti, fuori dalle mura amiche e con un tempo da cani. Dopo la convincente vittoria con il Cagliari, anche se molti parlano già di scontro diretto, i bianconeri cercano di rimanere ancora con i piedi ben saldi a terra. I ragazzi di mister De Canio, hanno preparato al meglio la difficile, ma non proibitiva, trasferta. Dal punto di vista atletico, data l'importanza del match, il professor Ventrone ha impostato in settimana dei carichi di lavoro personalizzati, comunque sempre riconducibili a quelli fatti attuare ai prigionieri dei gulagh dal povero Stalin. I risultati di quanto detto parlano da soli. Nonostante la sosta e quindi nessuna partita ufficiale, una caterva di infortunati, indisponibili e acciaccati. Dal punto di vista tattico, siamo certi di una formazione arrembante con 4 punte e 4 mezze punte, di cui nessuna, secondo le indiscrezioni trapelate, sembra intenzionata a rientrare. Sul fronte del pubblico, ci sarà, come al solito, il quasi tutto esaurito, con folta rappresentanza senese. I correttissimi tifosi toscani, attenendosi alle nuove disposizioni, hanno già inviato alla questura milanese le provette contenenti le feci, per ottenere il prezioso tagliando del Meazza e poter assistere da protagonisti a questo scontro al vertice. Ora dunque la parola passa inesorabilmente al campo. Il via alle 20.30.
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Roberto Antonio Nanni nasce ad Azul il 20/08/1981. Attualmente risiede nel nostro quartiere. Questo particolare di estrema importanza, azzera tutti i dati anagrafici precedenti, per cui, senza ombra di dubbio, Nanni è di San Prospero. Suo padre Burrinos Nanni, latifondista argentino, possiede circa 15.000 capi di bestiame, equamente suddivisi tra cavalli filiformi, tori nervosi e struzzi pensierosi. Questo esercito animale lo occupa completamente tutto il giorno, quindi la crescita di Roberto Antonio è affidata, nella pratica, alla madre Enoteca. Odiando visceralmente il tango, gli trasmette la passione per le belle arti. A sei anni dipinge il suo primo acquarello, battezzato "il cacciatore di frodo", dove in una prateria senza un albero, campeggia la figura di un uomo, probabilmente un bracconiere, intento a mirare con la sua carabina uno splendido esemplare di cervo, disteso in posizione fetale, sorridente, come cosciente della sua probabile sorte. Serve tutte le domeniche messa ed è proprio il parroco del barrio ad indirizzarlo nella squadra del Velez Sarfield. I primi due anni sono da incorniciare. Il ragazzo segna e convince. Ma non solo. Fuori dal campo modella splendidi vasi di argilla che regala in beneficienza a chi ne faccia richiesta. Nel campionato 2003-2004 si infortuna ad un ginocchio. Viene curato con la morfina, per alleviare il dolore. Questo gli procura degli sbalzi di umore e attacchi di panico. Durante uno di questi decide di trasferirsi dall'Argentina in Russia, alla Dinamo Kiew, dove rimane due anni chiuso in casa paralizzato dal freddo, per tornare in Spagna e poi , finalmente, approdare a San Prospero.
San Prospero è una piccola regione di Siena Centro incastonata tra la strada di Pescaia ed il perimetro orientale della Fortezza Medicea. La sua capitale è da sempre Viale XXIV Maggio, nella quale si raggiunge la quota più elevata del paese, essendo stata edificata 15 mt sopra il livello del sottostante Ristorante La Verbena.
Territorio particolarmente ambito fin dall’epoca medioevale, San Prospero ha saputo difendere con valore la propria indipendenza, sia dai ripetuti assalti del quartiere dei Cappuccini sfociati nella sanguinosa battaglia del Saracino nel 1248, sia dai continui tentativi di conquista perpetrati dagli agguerriti dipendenti dell’Automobil Club Italiano, indicativamente risalenti agli anni dal 1303 al 1396.
Dalla metà dell’ottocento lo stato risulta virtualmente annesso al Comune di Siena, ma nonostante ciò è riuscito a mantenere una propria amministrazione autonoma, la quale attraverso una condotta lineare nel tempo ha generato una sorta di isolamento geografico, che paradossalmente è, senza ombra di dubbio, la vera fortuna della regione.
Infatti la strada principale che collega San Prospero con la città è costellata di semafori con mentalità primordiale ed è famosa per il gran numero di insulti che gli automobilisti puntualmente indirizzano ai loro simili e all’amministrazione pubblica.
La seconda arteria quella denominata "delle Grotte" è ancora oggi ai più semisconosciuta e per molti mesi all’anno rimane chiusa al transito, a causa di frane e smottamenti vari che la flagellano.
Da subito la gente di San Prospero ha capito che comunque turismo e collegamenti agevoli avrebbero portato, si, lavoro e possibilità di scambi, ma anche l’annullamento di un delicato equilibrio ambientale e culturale conservatosi intatto per secoli.
Ed è per questa ragione che, già dagli inizi del XX secolo, si è diffusa un’ingiustificata scortesia da parte dei commercianti locali atta a scoraggiare l’espansione della clientela, demotivata inoltre anche dal valore del caro-vita ben al di sopra dello standard nazionale.
San Prospero si presenta alla vista come un immenso deserto metropolitano, dove tutti, ma proprio tutti, sperano che non accada niente di nuovo, per non dover mutare, anche solo per poche ore, le proprie abitudini ormai fortemente radicate.
Un paesaggio dai contorni opachi e polverosi, in cui ogni tanto si materializzano vetuste presenze umane; vecchi palazzi liberty ornati da numerose ed improbabili palme esotiche, dai quali non si scorge mai alcuna forma di vita domestica.
I turisti più fortunati potranno anche riuscire a scovare, a notte fonda, un parcheggio non a pagamento per la propria auto e in rari casi riuscire perfino a salire in un autobus e raggiungere il capolinea di Piazza Gramsci.
Benvenuti in San Prospero dunque, dove potrete riscoprire solo voi stessi e lasciarvi alle spalle la frenesia dei tempi moderni.
Per chi viaggia:
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Antonio Mirante nasce a Castellamare di Stabia l'8/7/1983, in via del Casellante n.16A. Suo padre Lungimirante e sua madre Adelante lo ricoprono di affetto. Nonno Benestante, in occasione del suo 5° compleaanno, gli regala un aliante a vela. Antonio, pur essendo titubante, lo prova e compie un volo di ben 18.000 km, prima di rientrare. Quando torna è già grande. Suo zio Brigante, nonostante sia latitante da molti anni, lo consiglia di fare il venditore ambulante. Il ragazzo lo ascolta. Il lavoro itinerante lo mette in contatto con molte persone. Ogni giorno è per lui entusiasmante e inizia a condurre una vita a se stante. Dopo alcuni anni si trasferisce al nord, a Torino, su proposta della badante di sua nonna Violante. Nella città piemontese conosce una figura importante, il presidente del CONI Pescante, che lo indirizza alla Juventus. La proposta è allettante e Antonio, pur non avendo mai giocato prima, decide di fare il portiere, senza pensarci un istante. Si allena moltissimo. E' zelante e costante. Il primo anno non mette mai piede in campo, rimanendo coperto dalla figura ingombrante di Buffon. La scorsa stagione approda a Crotone, dove gioca un campionato interessante.