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lunedì, 31 gennaio 2005

 

Sampdoria - Siena 1-1

Sampdoria: Antonioli, Zenoni, Falcone, Castellini, Pisano, Diana (23’ Inzaghi), Volpi, Palombo, Tonetto, Kutuzov, Rossini.
A disposizione: Padelli, Carrozzieri, Edusei, Pavan, Iacopino, Roselli, Inzaghi
All.: Novellino

Siena: Fortin, Cirillo, Tudor, Colonnese, Pasquale, Pecchia (20’ Argilli), D’Aversa (34’ Di Donato), Vergassola, Taddei, Chiesa (45’ Maccarone), Flo.
A disposizione: Manninger, Falsino, Argilli, Foglio, Di Donato, Chiumiento, Maccarone
All.: De Canio

Ammoniti: Flo, Colonnese, Inzaghi

Reti: 21’ Vergassola, Siena, 34’ Rossini, Sampdoria

Minuti di recupero: 1’ e 4’

Arbitro: Paparesta

Dalla sala stampa:

De Canio: Porca puttana lurida lei e chi la prega, accidenti al Marassi speriamo che lunedì quando non c'è nessuno sprofondi e non sia più recuperabile, maremmaccia sucida delle domenicacce scarognate. Che si deve fare, puttana Eva? Realizzi una rete bellissima, imparabile, con una legnata da 30 metri all'angolo basso e 10 minuti dopo prendi un gollonzo, per una nostra distrazione. Secondo me il mio predecessore ha lasciato una scia di jella che sarà difficile scrostrare. Comunque, dobbiamo già pensare alla partita di mercoledì con il Cagliari. Urgono i 3 punti e , comunicazione di servizio per lo sponsor, una maglia XXXL per Tudor.

Colonnese: Ragà, doimm lottàààà. Chi nun ha le palle, deve smammààààà. Cà nissuno è fiss. Contro quei corti del Cagliari  mercoledì doimm azzannààààà.

Vergassola: Abbiamo fatto una buona partita e in più ho anche segnato un goal tra i più belli della mia carriera. Ricordo di aver messo giù una palla difficilissima carica di effetto, ho fatto una doppio passo con veronica scartando Falcone Pisano e Volpi. Ero a questo punto più o meno sulla tre quarti. Ho pensato a tutti i miei compagni con affetto, ma poi ho deciso di continuare da solo. Un altro dribbling riuscito ai danni di Zenoni, tunnel a Diana e finalmente ho calciato in porta con tutta la potenza a disposizione. Antonioli ha cercato di opporsi, ma la palla si è insaccata all'angolo basso. Che gioia!

Novellino: Ci mancava mezza squadra e  in particolare Flachi, giocatore per noi di importanza fondamentale. Poi, oltretutto, il freddo ci ha penalizzato molto più del Siena, in quanto dovevamo fare la partita. Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, però eravamo tutti preoccupati per l'ondata di influenza che sta colpendo l'Italia in questo periodo. Senza contare inoltre, la solidarietà agli automobilisti rimasti bloccati per tre giorni sull'autostrada a causa della neve. In definitiva, una concomitanza di eventi che ha condizionato pesantemente la nostra prestazione.

postato da: sanprospero alle ore 07:42 | link | commenti
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giovedì, 27 gennaio 2005

Un giorno come tanti, impegnato nel solito tran tran quotidiano, la vide mentre stava guidando la macchina, ferma ad un semaforo in attesa di poter attraversare l'incrocio. Per l'emozione di aver avvertito, per la prima volta in vita sua , un qualcosa legato all'amore, schiacciò la frizione anziché il freno, andando a tamponare il camioncino di surgelati Bofrost che lo precedeva nella fila. L'autista, un energumeno Armeno, scese, aprì il suo sportello, lo tirò fuori dall'abitacolo e lo pestò selvaggiamente fino a fargli perdere 2 litri di plasma. Lei intanto, per niente scossa dall'accaduto, si incamminò tranquillamente, nonostante fosse stata l'unica testimone dell'accaduto. Lui, quasi esanime, tentò con la mano di farle cenno di fermarsi. Voleva a tutti i costi chiederle il numero di telefono, ma lei , civetta, tirò dritto senza nemmeno voltarsi. Praticamente dissanguato tentò di rialzarsi e ce la fece. Prima di entrare in coma, cercò disperatamente di raggiungerla correndo, ma quello sforzo fu fatale al suo fisico moribondo. Da ciò che ha raccontato in seguito, vide quasi istantaneamente una luce fortissima, capendo solo dopo qualche istante che erano gli abbaglianti di una Ferrari Testa Rossa. Una sensazione di pace assoluta pervase la sua anima, che sentiva divisa dal corpo ed osservò che poco distante si stava tenendo un concerto di Elvis Presley. Si sentiva meravigliosamente bene. Intuiva che i suoi organi, fegato in testa, lo stavano reclamando, ma non voleva tornare indietro. Senza esitare si recò allo spettacolo ballando il rock and roll come mai nella sua precedente vita. Trovò anche un gruppo di freack che gli offrirono una canna e una stecca di cioccolato dell'esercito. Si stra-convinse di voler restare ad ogni costo in quella dimensione. Poi la mattina seguente, parlando con l'edicolante, venne a sapere che la Robur disputava un campionato di calcio a sette senza fuorigioco. Tornò immediatamente indietro risvegliandosi in una sala di ospedale attorniato dai suoi cari.

postato da: sanprospero alle ore 08:14 | link | commenti
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mercoledì, 26 gennaio 2005


finalmente ricvevo uno scritto dal mio grande amico Paolo che pubblico con immenso piacere

I Teletubbies.

I Teletubbies all'inizio erano 9. Tinky Winky, molto gentile ed educato, ama cantare la sua canzone preferita quando danza e fa le capriole. È in ottimi rapporti con tutti perché è costantemente in acido. La simpatia più forte che ha è per la piccola Po, che è stata la sua insegnante di Poweryoga e con lui sniffa lsd la domenica mattina, immediante dopo il brunch.

Il secondo è Dipsy, con la tuta verde e la pelle scura. Ordinato e fiero del proprio stile, è l'anima allegra e scherzosa del gruppo. Passa anche molto tempo da solo, a riflettere o a sognare. Si masturba frequentemente con gli spot del L'Oreal e quelli di Fructis di Garnier. La sua vita sessuale è confusa ed ama fumare oppio durante le sue orge con Bambi, Pinocchio e gli Aristogatti. Quando è fortemente attratto dal fetish telefona al cellulare del Gatto con gli stivali e si trovano in un privè poco fuori Torino.

Laa-Laa, la bimba in giallo, rappresenta la felicità e la spensieratezza; corre felice giocando a palla e facendo capriole per i prati. Da piccola ha avuto una sensazionale meningite da cui non si è mai, purtroppo, ripresa.

È molto legata ai suoi amici, specie a Dipsy, ed è sempre curiosa di sapere cosa fanno, perché lo fanno e quando lo fanno. Per queste sue continue domande Tinky Winky le ha già spaccato il setto nasale con una testata tre o quattro volte. La sua filastrocca laalaali è la pura espressione della gioia e della demenza congenita. Dopo la legge 180 sulla chiusura dei manicomi è domiciliata a Teletubbilandia essendo senza fissa dimora.

Po è la più piccola, riconoscibile per il vestito rosso e l'entusiasmo e lo stupore che la accompagnano in ogni sua avventura; manifesta la sua felicità saltellando e facendo lap dance per Winnie the Pooh, il quinto componente della band dei Pooh. Di lei si dice che sia esibizionista e ninfomane. Po è animata da una grande voglia di scoprire il mondo, sia quando esplora la natura col suo monopattino, sia quando rompe il cazzo a tutti sul perché delle cose. È effettivamente ritardata, pallosa e demente all'inverosimile.

Vivono tutti insieme a Noo-Noo, un simpatico aspirapolvere che raccoglie le briciole di toast lasciate in terra dai quattro amici e che sniffa cocaina dalla mattina alla sera. Qualche volta è un po' pedante, ma i Teletubbies sanno allegramente tenergli testa, soprattutto quando torna a casa e vomita nel cesso. Oltre a questi 4 teletubbies ce ne sono altri 5 che non si conoscono. Sono Stipsi, con problemi di coliche e stitichezza, completamente giallo per il fatto che non defeca mai. Pinky Minchia, grassottello e superdotato, attore porno soft in vhs per cartoni animati. È rosso scarmigliato e sopra la testa ha un glande enorme. Difatti è anche chiamato "testa di Pinky Minchia". E poi ci sono i tre fratelli Minni Minni, bau bau e gnam gnam. Tutti e tre sono stati lobotomizzati nel 1943 per opera dello scienziato nazista Mengele. Minni Minni è blu ed ha costantemente la lingua di fuori, Bau Bau si fa la cacca addosso e va continuamente svestito e cambiato, Gnam Gnam è obeso e passa la giornata a mangiare barrette di Ciokorì che si infila nelle orecchie e nel buco del culo!

 
postato da: sanprospero alle ore 14:02 | link | commenti
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  Nasce oggi la rubrica, "Campioni", che forse diverrà settimanale, di presentazione degli aspetti meno conosciuti dei vari giocatori della gloriosa Robur.

CAMPIONI

 Nato a:Castellammare di Stabia (NA)
 Il:21/03/1977
 Altezza:187 cm
 Peso:75 kg
 Nazionalità:Italiana
 Ruolo:difensore
 Autografo:Visualizza
 Note: Esordio in serie A:
9 agosto 1999
Juventus - Reggina 1-1
 
 PresenzeEspulsioniAmmonizioniMinuti GiocatiGol
 171515110
 
 StagioneSquadraSeriePresenzeGol
 1994/95REGGINAC11-
 1995/96REGGINAB--
 1996/97TRICASECND241
 1997/98TRICASEC2303
 1998/99REGGINAB16-
 1999/00REGGINAA322
 2000/01INTERA17-
 2001/02LECCEA183
 2001/02REGGINAA10-
 2002/03LECCEB141
 2003/04SIENAA23

Bruno Cirillo, detto "O'carattere", nasce a Castellammare di Stabia il 21 Marzo 1977, da padre Mimmo Cirillo e madre Immacolata Ventresca. Di quel giorno la donna si ricorda perfettamente che il figlio, appena uscito dalla sua pancia, si rifiutò di farsi tagliare il cordone ombelicale attriccandosi con l'ostetrica e l'infermiera di turno, la quale,impaurita, gli praticò frettolosamente un'iniezione di Calmatin per riportarlo alla ragione. Bruno seguì l'iter scolastico di tutti i bambini, solo che al secondo anno di scuola materna già fumava mezzo pacchetto di N80. Fu il parroco del paese, Don Gennaro, ad iniziarlo al calcio, per salvarlo dalla strada. Il ragazzo era entusiasta. Giocava a pallone nell'oratorio della chiesa circa 8 ore al giorno, provocando il risentimento della perpetua Concetta, che per dispetto gli bucava, ogni qualvolta che ne aveva la possibilità, il Super Tele. Il giovane frequentava le scuole medie, quando fu notato, da un noto pescatore di Castellammare, patron della squadra del quartiere Omertà, la Nunsaccionientese, militante in 3°categoria e lo ingaggiò con un contratto biennale. Nel secondo campionato Bruno esplose e venne acquistato dalla Reggina in C1, con la quale ottenne la promozione in serie B e ben una presenza in campo. Nel segeuente campionato cadetto non giocò mai e per questo, un giorno in allenamento, tirò una bomba carta all'indirizzo del Mister, ferendolo gravemente e sfasciò a cazzotti il lettino della sala massaggi, che venne rottamato. Per questo atto violento fu mandato in prestito al Tricase in CND, che però aveva, per parlarsi chiaro, un pubblico di merda, composto dai soliti quatto gatti, in quanto una famiglia agiata ne possedeva ben due esemplari. Redento e pentito dopo due anni di purgatorio e una promozione in C2, rientrò a Reggio Calabria, dove esordì nella stagione '99-2000 nella massima serie. il resto è storia recente.

postato da: sanprospero alle ore 07:39 | link | commenti
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martedì, 25 gennaio 2005

Tutto era pronto, tutto era perfetto. Ogni particolare curato nei minimi dettagli, nulla lasciato al caso. Lui bellissimo automa del pianeta Venere, lei splendida minotaura proveniente da Filottete, ridente frazione alle falde del monte Subasio. Un matrimonio impeccabile sotto ogni punto di vista. Il sacerdote, don Jedi, aveva predisposto per la funzione, aria salubre per tutti i presenti e una tac completa e gratuita per gli sposi e loro testimoni, da effettuarsi dopo la lettura del salmo. L'atmosfera fuori dalla chiesa era irrespirabile ma elettrizzata, al punto che frequentemente molte mosche si auto-incendiavano, senza il ricorso alla macchina infernale con neon wood. Lo sposo con saldato  un abito di quarzo e terillio, praticamente esente da radioattività, si presentò con  7 ore 13 minuti e 38 secondi di anticipo rispetto all'ora della cerimonia. Per ingannare il tempo decise di sostituirsi ambedue i femori della gamba destra e di superare,  a corsa, i 184 km/h partendo da fermo. La sposa invece dovette, prima di iniziare la vestizione, combattere con Ade dio del male a colpi di forcone e obbidiente. Sconfitto il malvagio, indossò il vestito nunziale, una gualdrappa di pizzo del valore di 80 stra-euro, acquistato a saldo da un astronauta in fin di vita. La messa fu più rapida di uno slalom gigante e dopo neanche un minuto i due erano felicemente coniugati. Trascorsero la luna di miele in un polmone di acciaio orbitante.

postato da: sanprospero alle ore 09:14 | link | commenti
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lunedì, 24 gennaio 2005

 

SIENA-PALERMO 0-0

SIENA
(4-4-2): Fortin, Cirillo, Argilli, Colonnese, Pasquale, Taddei (13' st D' Aversa), Vergassola, Di Donato, Pecchia (36' st Chiumiento), Flo (13' st Maccarone), Chiesa. (Manninger, Foglio, Esposito). All. De Canio.
PALERMO (4-4-2): Guardalben, Zaccardo, Barzagli, Terlizzi, Grosso, Gonzalez (1' st Barone), Morrone, Corini, Santana (30' st Raimondi), Zauli, Brienza (18' st Balistrieri). (Santoni, Adriano, Ferri, Milano). All. Guidolin.
ARBITRO: Collina di Viareggio.
NOTE: Ammoniti: Grosso, Di Donato e Raimondi. Recupero: 0' pt e 2' st.

Dalla sala stampa

De Canio: Sono ampiamente soddisfatto della partita. E poi è nevicato. Per tutto  il 2° tempo ho ripensato a quando ero piccolo e facevo i pupazzi, prendevo lo slittino o tiravo le palle di neve alla nonna di 96 anni , che non si muoveva mai da dentro il folcolare. Ma purtroppo sono tutti ricordi tristi, perchè i pupazzi venivano sempre distrutti con  la pipì calda dalla banda dei Sordomuti, tutti più grandi e cattivi di me, con lo slittino fui investito da un motociclista scellerato con un Motobecane modificato, sella lunga e parabrezza con tettino tutto scocciato e la nonna si prese un bel broncopolmonite che la portò quasi alla fossa poveretta. Comunque la mia impronta inizia a farsi vedere. Domenica prossima abbiamo un impegno difficilissimo, quasi proibitivo, per questo voglio preparare efficaci contromosse per arginare la Sampdoria : sul piano psicologico intendo spiegare ai ragazzi  come si risolvono ed a cosa servono le radici quadrate e sul piano agonistico li voglio portare al Campo Scuola di Via Avignone per un'infarinatura sul salto in lungo, lancio del giavellotto e  salto con l'asta.
Flo: I very happy for meteororologic situescion, with Norvegia.  Dog fresh and mota in the tacchetti of alluminio. Faboulous. I think we salvare, Brescia and Pama is team very ingiovareccid.
D'Aversa: Miseria ladra, ho fatto 11 allla schedina del Totocalcio. Tutta colpa dell'Udinese. Il rientro, comunque, è stato emozionante. ho aspettato questo momento da 8 lunghi mesi, dove mi sono convertito all'Islam ed ho inziato a portare i vestiti vecchi, negli appositi contenitori della Croce Rossa.
Guidolin: Noi siamo stati bravi, nel primo tempo abbiamo avuto due nitide palle goal che Fortin è stato bravo a parare. Il Siena poi è una brava squadra, composta di giocatori tutti bravi, che ti mette in difficoltà. Sono certo che con i nuovi innesti, tutti  bravi professionisti e  con un pò di fortuna, che notoriamente aiuta chi è bravo, riuscirà  a centrare la salvezza. Per quanto riguarda la mia squadra, devo dire bravo a Corini , che con la sua età ha resistito tutta la partita in campo stringendo i denti, 'fanculo l'influenza ed il raffreddore.
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venerdì, 21 gennaio 2005

Non poteva credere a ciò che stava vedendo. Dopo anni ed anni di lavori interminabili per la costruzione di quella strada, fatta di espropri , demolizioni, realizzazioni fognarie, elettriche ecc., ancora quell'autolavaggio antelucano  era stoicamente in piedi. Eh si, avevano dovuto fare una variante al progetto originario, perché quel piccolo beauty-case automobilistico, sudicio e inospitale, aveva retto l'urto del supremo ordine delle opere pubbliche. Lui, estasiato da cotanta bruttezza, osservava quella costruzione orribile, fatta di copertura ondulata in plastica color verde alligatore e di vetri ormai impastati di polvere e smog, in cui ogni riflesso di luce risultava impossibile. Scrutava quell'ambiente, rendendosi conto di essere in un luogo assurdo, circondato dallo scalo merci ferroviario, usurato solo dal tempo e non certo dalla sua operosità e dalle centinaia di macchine parcheggiate, accatastate senza un apparente riferimento logistico. Tutto ciò era, pensò, pop art, no anzi new-wawe, dadaismo e Cannavacciolo fusi insieme. Decise di farne delle foto artistiche e commissionò all'idraulico Piazzesi, il quale aveva abbellito con i suoi quadri migliaia di  appartamenti, mediante un passa parola gigante tra casalinghe, una tela che riproducesse metaforicamente la magia del luogo. Il pittore, ormai pensionato ci lavorò intensamente giorno e notte per dodici lunghi anni, senza mai voler essere distolto dalla sua missione. In questo periodo, litigò frequentemente con la moglie, che voleva, per lo meno la domenica pomeriggio, essere portata dalle sorelle per il the, da cui divorziò in malo modo e si ammalò inoltre di per-tosse a causa dell'aria insalubre presente nel suo laboratorio. La rappresentazione consisteva in una spazzola gigante che si abbatteva su di una littorina alata, la quale stava passando in una galleria dove si potevano prendere i carrelli della Coop senza 1euro e cambiare le gomme all’auto spendendo il giusto.  In un riquadro posto sotto la cornice, si poteva notare la torre del Socini ancora intenta a spargere veleni e un bus del Tra.In rappresentato come un drago munito di aria condizionata. Il povero Piazzesi, uomo di vecchio stampo, restio al telefonino ed al bancomat, non si rese conto del valore della sua opera e la vendette, al suo commissionario, per 45.000 lire. Oggi l’opera è esposta allo Spastyc Museum of Brain Lancinated di Malafrasca ed è metà di pellegrinaggio, ogni giorno, per migliaia di malati di mente che vi accorrono da ogni parte del mondo
postato da: sanprospero alle ore 08:35 | link | commenti (2)
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giovedì, 20 gennaio 2005

 De Canio: lotteremo come leoni

"Dopo la partita con l'Atalanta di domenica scorsa, allo stadio Atleti, Virili, Muscolosi, Tirati, Indomiti, Patrioti, Azzurri d'Italia di Bergamo, abbiamo preso fiducia nei nostri mezzi", ha dichiarato mister De Canio nella tradizionale conferenza stampa di metà settimana.

Mister, che ne pensa della squadra in generale e quali sono, a suo modo di vedere, le ragioni di una classifica per il momento deficitaria? Crede che sia una questione di gioco, legata a delle lacune tecnico-tattiche, oppure la causa è da ricercarsi nell'approccio mentale al match ed a una sostanziosa dose di sfortuna, che ha accompagnato la compagine nell'arco del campionato? Come trascorre le sue giornate a Siena al di fuori del campo di calcio? Esce, preferisce stare in casa, organizza dei gruppi di ascolto delle sue teorie, prega prima di andare a dormire, scuote le zerbino almeno una volta al mese? Ci faccia vedere, per favore, l'ultima multa che ha preso per divieto di sosta.     

Cristo quante domande! Per quanto riguarda  la squadra, credo molto nei ragazzi, a tal punto che oggi (ieri per chi legge ndr) ho offerto loro la colazione al bar Api di Pescaia e la prossima settimana ho intenzione di portarli a visitare lo zoo di Pistoia. La classifica è purtroppo deficitaria, perchè il mio predecessore, ha contratto un'enorme influenza che lo ha minanto nel fisico e nello spirito, non permettendogli di istruire al squadra sui nuovi sistemi di sicurezza per le case, come programmato da tempo ed a quel punto, è venuto a mancare lo stimolo per affrontare le ultime gare. Credo, anzi ne sono convinto, che la posizione non felice di classifica, sia unicamente da attribuire alla sfortuna. Ho già contattato per prepararne il ritorno, il mago Doriano, che per il momento è indisponibile, perché ricoverato all'ospedale di Massa Carrara con prognosi di 15 giorni, a causa delle percosse subite da mister Antonio Sala, infuriato per risultati negativi conseguiti negli ultimi anni. Ho già individuato inoltre, all'interno dello stadio, alcune facce da menagramo, di cui informerò direttamente i gruppi organizzati, i quali dovranno predisporre l'eliminazione fisica di tali elementi. Per quanto riguarda l'ultima parte della domanda, essa invade la mia sfera personale, di cui non amo parlare, posso solo dire che a Siena mi trovo benissimo e vorrei, il prossimo palio di Luglio, essere contattato da qualche contrada per avere la possibilità di monturarmi come alfiere e coronare così il sogno di partecipare da protagonista alla Passeggiata Storica. 

Ritiene, dopo gli arrivi del mercato di gennaio, l'organico adeguato al raggiungimento della salvezza?

Sono convinto che ce la possiamo fare. La società si è impegnata fortemente sul piano finanziario, per assicurarsi dei giocatori prestigiosi  del calibro di Pasquale, Maccarone e Cozza. Se ci fosse bisogno, inoltre,di qualche nuovo innesto, sono già in accordo con il presidente, per poter tesserare un idraulico del Citis che mi hanno riferito particolarmente interessante e il benzinaio della tangenziale, il quale però al momento sembra troppo legato alla raccolta a punti e perciò, dovremo fare pressioni sul gestore perché gli accordi un contratto part-time, atto a renderlo disponibile per gli allenamenti.

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martedì, 18 gennaio 2005

Quando scalarono il monte Everest per la prima volta, Li Young e sua moglie Carmela, avevano rispettivamente 12 e 54 anni. Sospinti da una grandissima passione per l'alpinismo e la montagna, trascorrevano le loro giornate al Mac Donald's dello Stellino ad arrampicarsi dentro la gabbia per i bambini. Un bel giorno il gestore, un ex galeotto pluri-omicida, li buttò fuori in malo modo, asserendo che per lo meno avessero il buon gusto di consumare qualcosa, visto che stavano dentro il locale dalle 10 alle 12 ore giornaliere. Indispettiti e toccati nell'orgoglio, decisero di tentare la scalata alla vetta più alta del mondo. Per l'acclimatamento occorsero 14 anni dato che Li soffriva di asma e dissenteria. Carmela intanto, stava inesorabilmente invecchiando e temeva di non essere, di lì a poco, in grado di compiere l'impresa. Decisero di partire. Dopo 9 mesi raggiunsero il 1° campo-base, fornito di asilo nido, scuola elementare e negozio di telefonia mobile. Ripartirono dopo pochi giorni e raggiunsero il 2° campo base portati in groppa, gli ultimi 4 km., da due orsi bruni impietositi. Carmela era stremata. Si rifocillarono con neve e marmellata di mele cotogne. Intanto la situazione meteorologica stava volgendo al peggio. Presero la decisione di tentare il tutto per tutto e si fecero recapitare, con corriere espresso, una scala a chiocciola di 7,2 km per raggiungere il 3° ed ultimo campo. Il 14 Giugno 1969 alle ore 5.00 partirono per l'attacco alla vetta dove giunsero dopo 3 ore di immense fatiche. Per la felicità, compirono tutta la discesa a capriole.
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lunedì, 17 gennaio 2005

 Atalanta - Siena 1-1

Atalanta: Taibi, Innocenti, Sala, Natali, Bellini, Marcolini (79' Mingazzini), Albertini (46' Bernardini), Migliaccio, D. Zenoni (66' Montolivo), Sinigaglia, Budan.

Siena: Fortin, Foglio, Argilli, Colonnese, Pasquale, Cirillo, Di Donato, Vergassola, Taddei (90' Fernando), Flo, Chiesa.

Arbitro: De Santis di Roma

Ammoniti: Migliaccio, Budan, Bellini per l'Atalanta; Cirillo, Pasquale per il Siena.

Reti: 20' Sinigaglia; 45' Chiesa

Recupero: pt 2 minuti, st 2 minuti

Dalla sala stampa:

De Canio:Partita combattutissima, contro un avversario ostico e molto motivato. Un punto sicuramente guadagnato per noi. Credo ciecamente nella squadra mandata in campo e per questo ho effettuato un solo cambio al 90°, unicamente e ci tengo a precisarlo, con l'intento di  perdere tempo. In settimana avevo fatto compilare ai ragazzi, un test psicologico a sorpresa; dai punteggi ottenuti, ho potuto constatare che gli 11 mandati in campo, sono a me più devoti e allora, finchè non crollano, li faccio gicare. Ci dobbiamo salvare o no? Ho chiesto, a tal proposito, alla società di comprarmi il libro delle risposte, quello per intendersi che si pensa una domanda e fornisce, abbinata ad un numero di pagina,  la predizione richiesta. E poi voglio anche sentire il presidente, se può assumere, per il girone di ritorno, Cloris la Zingara che mi farebbe molto comodo in panchina.

Taddei: Io parlo solo di calscio. Partita difficile, nebia, nebia, io triste. Preferire ù'sole di Roma, vorrei andare, tutti i giorni: collegamento in autobus, comodo, velosce. Prego Dio tutte le sere di potrerci arrivare prima possibile. Stanco di Siena.

Colonnese: Grande prova la mia e lo dico senza falsa modestia. Ho fatto delle cose egregie, tipo quando sono svenuto sull'avversario impedendogli la conclusione o quando mi sono sentito mancare, senza però chiedere il cambio. Ringrazio ancora il mister Simoni di avermi voluto in serie A e  penso di averlo ripagato ampiamente, innanzi tutto fregandomene quando è stato esonarato e poi , per riconoscenza, facendo finta di non vederlo, quando è salito sul taxi  per tornare a casa

Budan: Ho giocato deconcentrato e si è visto. Purtroppo domani ho il compito di matematica e l'interrogazione di scienze. Non posso permettermi di sbagliare. Quest'anno devo superare brillantemente l'esame di terza media e dopo mi voglio iscrivere ad una scuola alberghiera, che mi sarà utile caso mai dovessi fallire con il calcio. Poi mio padre ha promesso che se passo con ottimo, mi compra uno skateboard e il cd dei Five.

postato da: sanprospero alle ore 08:20 | link | commenti
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venerdì, 14 gennaio 2005

 

Tim cup Siena - Roma 1-5

Siena: Manninger, Foglio, Colonnese, Argilli, Cirillo, Menegazzo (37' Di donato), Pecchia, Vergassola (1' s.t. Piazzi), Serafini, Chiumento (32' Esposito), Maccarone
Allenatore: De Canio

Roma: Zotti, Mexes, Dellas (27' Scurto), Ferrari, Mancini, D’Agostino, Aquilani, Cufrè, Totti (32' De Martino), Cassano, Montella (14' s.t. Corbia)
Allenatore: Del Neri

Arbitro: Morganti di Ascoli
Assistenti: Lion e Carretta
Quarto uomo: Rocchi

Dalla sala stampa:

De Canio: Ottimo inizio. Per noi la Coppa Italia non aveva nessuna importanza, eppure ho visto una squadra determinata, vogliosa e mai doma. Non importa se abbiamo subito 5 goal, importante è averne segnato uno, cercandolo con ostinazione e caparbietà.  E poi nei settantacinque minuti che la partita è stata sospesa, è filato tutto liscio. Con tutto il rispetto per Gigi Simoni, che considero un signore del calcio, devo dire che ho trovato un'ottima squadra sotto il profilo del fai-da-te, ma ho notato numerose pecche sul piano culturale, dove mi riprometto di lavorare a fondo. Già da domani infatti ,sottoporrò i ragazzi ad un tema negli spogliatoi sulla terribile catastrofe dello Tsunami.

Maccarone: Sono felice di aver giocato tutti i novanta minuti e soprattutto credo molto nel nuovo allenatore, anche perchè a mister Simoni avevo già dato un golino il secondo allenamento che ho disputato  a Colle Val d'Elsa, nonostante esso fosse rintanato in una cuccia termica ai bordi del campo, reduce dai postumi di una fastidiosa bronchite. A Siena mi trovo bene, è una città incantevole con un sacco di rotonde  e sensi unici casuali e per questo mi sono promesso di far bene.

Manninger: Ainz beccato 5 coal, maledetta Sfizzera. La prima partiten dopo il rientro dall'inforktunio  non ci voleva, accidenta alla Sfizzera. Fortin, quello menacramen, continua a gufaren. Lui essere contento di sconfitta. Topen uber alles

Er teribile (ultras roma): Aò, che cazzo volete?, che cazzo avete da dì?, che semo parenti peccaso? e allora fatevi li cazzi vostri. Noi semo tutti laureati eppure li fumogeni li tiramo sempre, anche pella strada, pè rimorchià, pè fa li ganzi. Aò ve volete chetà? Che cazzo centra se avemo fatto sospende sta cazzo di partita pè un'ora e un quarto. Chi se ne frega. Noi casa nun ce l'avemo, nun dovemo telefonà pè fasse trova pronto da magnà. Avemo fatto cinque pere a stì sienesi der cazzo, ma nun c'enporta un cazzo manco de questo.

postato da: sanprospero alle ore 08:16 | link | commenti
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giovedì, 13 gennaio 2005

SESSO IN STRADA A SAN PROSPERO

 Dal nostro inviato.

San Prospero. E' di ieri la notizia che un noto abitante del quartiere senese, Nerino, abbia compiuto scene di esibizionismo, davanti al supermercato Sma di Viale XXIV Maggio, nell'ora di punta del pomeriggio, intorno alle 19.00 e sia stato conseguentemente arrestato dalle forze dell'ordine, che lo hanno, stando ai racconti dei testimoni, anche brutalmente picchiato e offeso, prima di farlo salire sulla vettura che lo ho ha portato al carcere di Santo Spirito, dove attualmente sembra ancora recluso. Con ordine: dalla ricostruzione fatta dagli inquirenti, si dice che l'uomo sia stato avvistato già dalle prime ore della serata, aggirarsi in costume, maschera e boccaglio per i marciapiedi di San Prospero e che poi, verso le 16.45, sia salito sull'autobus n.6 in direzione palazzo Diavoli. Dopo circa un'ora, inspiegabilmente, è stato notato scendere alla stessa fermata, ma sul lato opposto, dall'interno di un Taxi Merci, abbigliato però con un cappotto di cammello, passamontagna e caviglie nude. Incurante degli automobilisti, ha attraversato la strada e si è diretto, con decisione, all'interno del Bar Silvana, che purtroppo però aveva già esposto lo spazzolone di traverso all'entrata, chiaro messaggio di chiusura all'indirizzo dei papabili clienti. Infuriato, prima ha sputato al tabaccaio, uno dei figli dell'assessore Tanzi e poi si è piazzato davanti al supermercato. Dopo alcuni minuti di attesa, all'uscita di una vedova inconsolabile munita di Yorkshire, si è aperto la giacca, facendo vedere tutta la sua nudità alla povera ignara signora. Dal racconto della donna, che tra l'altro ha perso per qualche istante coscienza, si parla di un membro dalle proporzioni eccezionali. La notizia è rimbalzata in pochi istanti e dal negozio sono uscite quattro pensionate che hanno immobilizzato Nerino ed hanno tentato di violentarlo in mezzo al marciapiede, intasato di studenti. Chiamata da qualche passante, è arrivata a questo punto una volante del Corpo Forestale dello Stato, da cui sono usciti cinque soldati, i quali hanno sparato, prima,  un colpo di pistola in aria per disperdere la folla e poi hanno,come già detto, anche se l'indiscrezione non è per il momento confermata, picchiato l'individuo e lo hanno caricato sulla vettura in manette. Nei prossimi giorni seguiremo con interesse l'evolversi della situazione e vi faremo un adeguato resoconto.

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mercoledì, 12 gennaio 2005

 "Questo non può essere mio figlio" disse la madre, quando lo vide esanime nella brandina di ospedale in preda ad un coma etilico, dovuto all'ingerimento di una smodata quantità di Petrus e Amaro Cent'erbe dei frati di San Galgano. "Ma come, io ti mando al catechismo e ti ritrovo così conciato? Dottore, mi dica che si riprenderà, la prego" e scoppiò a piangere. Gli pulirono il sangue, il quale aveva assunto un colore olivastro ed un odore di fogna di Calcutta e lo fecero dormire per nove giorni, attaccato ad una macchina che a ritmi regolari erogava fomente di zolfo e modiche quantità di dopo-barba Mennen. Rinvenne. Quando aprì gli occhi bestemmiò ripetutamente e subito dopo chiese cosa gli fosse successo. L'infermiera intimorita, gli raccontò la favola di Biancaneve, per cercare di calmarlo. Quando gli parlò dei sette nani, si commosse e iniziò a singhiozzare. Poi, inspiegabilmente, in preda ad un raptus di violenza, distrusse la tazza per il caffè e latte ed un intero pacco di Marie Oro Saiwa ancora da marimettere. "Maledetti nani, mi fate schifo, spero che alla pensione non possiate arrivarci, vi auguro di prendere una montagna di Optalidon e Novalgina". Per la troppa eccitazione però iniziò a sudare freddo ed a parlare in iracheno stretto, inneggiando a Saddam e Tereq Aziz. Pochi giorni dopo venne rapito da un commando di Talebani e portato in trionfo davanti ad una folla sterminata per le strade di Kabul.

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martedì, 11 gennaio 2005

 
Ciao Gigi. Per me sei stato la linfa di tutti questi mesi. Ti vedevo preciso, ordinato, adatto al bricolage, al fai-da-te, alla lista della spesa coerente, cagionevole ai mali di stagione, riflessivo, educato e senza onta di frittella sui vestiti. Uno, che al contrario mio, non fa vergogna di conoscere e che non devi evitare per la strada. Ora te ne sei andato e io già ti immagino con la vestaglia e le ciabattine da ospedale, felice a scorazzare per casa alla ricerca di qualche guasto agli elettrodomestici o a passare la lucidatrice anche negli angoli più nascosti dell'appartamento. Quasi ti invidio.
Con ammirazione.
 
 
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Fedelissimo 2004-2005 n.9 del  09-01-05

Siena-Parma

 
 
Alitosi III, sanguinario faraone della 12° dinastia, scomparso in circostanze misteriose, sembra a causa dell’inalazione volontaria del suo letale fiato, era già stato mummificato a tempo di record e sepolto all’interno della piramide a forma di Alfasud, costruita in suo onore e per questo progettata appositamente dall’ingegnere più rinomato della Mesopotamia Sergio Pininfarina.
Toccava a me governare il regno quale legittimo successore. Sarei stato un faraone buono, quasi proletario, con la propensione al sindacalismo.
Corruttosi IV leader dello schieramento conservatore, di ciò  era pienamente cosciente e per questo voleva eliminarmi a tutti i costi, prima di tutto fisicamente e poi politicamente, attuando con ogni  mezzo a sua disposizione, legale o meno, una serrata opposizione atta ad ostacolare ogni mia iniziativa. Nonostante questo, in pochi anni riuscii ad introdurre contrattualmente la pausa pranzo di un’ora per gli schiavi ed a far approvare la legge speciale sui sacrifici umani. Sinteticamente, i prescelti potevano ricorrere al TAR del Nilo, presentando validi documenti comprovanti gravi motivi personali o familiari atti ad impedire la loro uccisione.
Per decretare definitivamente la mia autorità sovrana, decisi, sviando il piano regolatore,  di farmi costruire un tempio maestoso nella piana di Giza, accanto alla piramide di Cheope, luogo sacro per gli egiziani, dove Mario Cipollini aveva vinto , battendo tutti allo sprint, la sua prima Abu Simbel- Il Cairo di 2635 km.
La struttura architettonica, aveva uno sviluppo similare ad un tubetto di pomata, questo per essere dedicata alla divinità dei reumatismi Voltaren Gel, mia guida spirituale e faro illuminante per tutti i sofferenti di artrosi, cervicale e fastidi muscolari del continente africano.
I lavori terminarono definitivamente dopo 52 anni e16 mesi.        
L’edificio aveva una base quadrata di 4 metri ed un’altezza stimata di 450 ettari verticali.
All’equinozio di primavera e al solstizio di estate, si poteva assistere ad un fenomeno eccezionale: guardando attraverso una cavità circolare posta a 11 centimetri dalla porta di ingresso, il sole nella fase di aurora, risultava coperto precisamente a metà dalla torre dell’Isola d’Arbia, centro importantissimo di osservazione astronomica, in cui si credeva convergessero tutti i moccoli degli antichi egizi costretti a trasportare i megaliti di pietra usati per le tombe dei Faraoni.
Il giorno fatidico della sua inaugurazione, venni investito da una serie di avvenimenti negativi: tamponai un giaguaro in prossimità di un attraversamento pedonale, danneggiando seriamente la mia biga e dovetti far ritardare l’inizio della cerimonia, per attendere che i Vigili Urbani compissero i rilievi di rito.
Il popolo spazientito a causa di questa attesa imprevista iniziò a rumoreggiare, fomentato da un gruppo di Autonomi Palestinesi, inneggiando cori ingiuriosi indirizzati alla mia persona ed  a quella del  mio fraterno amico, nonché ministro degli esteri,  il cecinese mago Anubi .
Questo alone ostile si materializzò puntualmente quando decisi, attanagliato dai debiti, di rivendere il tempio, per sanare le legittime richieste dei creditori e per comprare un modesto appartamento in San Prospero, dove trascorrere serenamente la vecchiaia. L’agente immobiliare della società Gabetti, mi disse che non potevo realizzare quanto avevo ipotizzato, in quanto l’edificio,  pur avendo il soffitto adatto al free-jumping, era di soli 16 metri quadrati calpestabili.
Affranto ed amareggiato, optai per affittarla a 12 studenti nubiani, che la rovinarono irreparabilmente.
Quando mi decisi a cacciarli, nel cercare di ripulirla, mi accorsi tristemente che avevano attaccato le caccole in ogni pertugio possibile, perfino sotto la sedia del trono.
 
 
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lunedì, 10 gennaio 2005

Siena-Parma 0-1


Siena (4-4-1-1): Fortin, Cirillo, Colonnese, Portanova (12' pt Foglio), Falsini, Taddei, Pecchia, Argilli (28' st Maccarone), Di Donato, Flo (25' pt Graffiedi), Chiesa. (Manninger, Serafini, Fernando, Camorani). All. Simoni.
Parma (3-5-2): Frey, Bovo, Bonera, P.Cannavaro, Marchionni (22' st Ferronetti), Bresciano, Grella, Simplicio (21' st Budel), Contini (29' st Potenza), Morfeo, Gilardino. (Berti, Ruopolo, Pisanu, Rosina). All. Carmignani.
Arbitro: Preschern di Mestre.
Reti: 21' pt Gilardino.
Ammoniti: Contini, Bresciano.
Espulso: 40' st Pecchia.

Dalla sala stampa:

Simoni: La sconfitta è immeritata. Da parte mia è un mese che non posso allenare a causa di una bronchite. Mi sono fatto costruire un mini-container termo-regolato, da dove seguo gli allenamenti settimanali e la partita della domenica. Non posso prendere freddo. Una cosa voglio dirla: trovo ingiusti i fischi dei tifosi, prima del suo ingresso in campo, a Graffiedi. Lo ripeto è un ottimo falegname, ma non ha fiducia nella colla, vuole continuare ad inchiodare le tavole per essere sicuro che  non si stacchino. Quando avrà superato questo scoglio di natura psicologica vedrete un altro giocatore.

Pecchia: Sono stato espulso da un arbitro con cognome impronunciabile, senza aver fatto nulla di particolare. Domenica c'è una sfida delicatissima ed io, purtroppo, dovrò stare a casa. Per occupare il tempo e smorzare la tensione voglio proprio leggere qualcosa, tipo la patente, il libretto di circolazione dello scooter e le indicazioni sulla lavatrice, che mi ha detto un amico sono interessanti e sempre attuali.

Fortin: Dai con la Coppa Italia. Non c'è pace. Poi, come se non bastasse, siamo nel mese di Gennaio dove si deve pagare l'impossibile: bollo, assicurazione, canone rai, luce, gas, telefono ecc. Per evitare fregature io saldo tutto in contanti, non credo agli addebiti su conto corrente ed allora  ogni giorno devo fare qualche fila, non posso permettermi di perdere una mattinata per una stupida partita di Coppa.

Frey: Je suis tres content pour la victuar et pour moi que ne ho prendut goal. Je suis brut, avec des cheveux orribili du homme omoxexuel, mais paro tiut. Aurevoir.


 

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