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martedì, 30 novembre 2004

Fedelissimo 2004-2005 n.6 del  27-11-04

Siena-Roma

 

 

Un malaugurato giorno dovetti dirglielo: “caro bello, è inutile che fai il super-tifosone, a Grifo Cannara non c’eri e per questo non puoi vantarti di essere il più grande supporter della Robur”.

Fu una mazzata. Per quanto fosse orgoglioso e pieno di se, una simile affermazione, fatta poi dal suo migliore amico,  lo mise psicologicamente a terra.

Avevo riflettuto per settimane prima di esternargli quel mio pensiero, ma ero giunto, erroneamente, alla conclusione che per il suo bene dovevo ferirlo. E così fu.

Prima tentò di controbattere: “ io ho comprato i ciaccini dallo  Zozzo in Pantaneto, ho preso il tram in Piazza della Posta, ho giocato a Condor e Invasione, ho franellato in Fortezza, ho mangiato i bomboloni del Brogi in mezzo ai cavalli per le prove di notte, sono andato a ballare allo Xenon di Firenze con Marzio Dance che metteva i dischi, ho calzato le Espadrillas e poi, poi, poi .....”.

A questo punto iniziò a delirare e subito dopo stramazzò a terra  in preda ad una terribile crisi epilettica.

Capii che avevo esagerato, una reazione del genere non era assolutamente prevista. Cercai di calmarlo. Gli ricordai che comunque era stato presente in campi come Quarrata, Borgo San Lorenzo, Cerreto Guidi, Orte, Santa Croce sull’Arno e tante altre e questo nessuno lo poteva contestare. Sembrò riprendersi. Fu un  miglioramento di pochi attimi, dopodiché cadde in un sonno profondo.

Gli infilai in bocca il ciucciolo e chiamai un’ambulanza.

Era tutta  colpa mia e questo non potevo in alcun modo perdonarmelo. Arrivato in ospedale, lo trasferirono immediatamente  in treno al 16° lotto a Malafrasca.

Nel  reparto in cui fu ricoverato, i dottori mi dissero che la prognosi era talmente riservata, che anch’essi avevano pudore a parlarne.

La prima cura praticata fu il coma vigile. Di pari passo, lo staff medico mi incaricò di incentivare il ricordo  dei suoi momenti felici. Tornai frettolosamente a casa, raggruppai tutto il materiale possibile e affittai un taxi merci per portarlo in ospedale. Ebbi il permesso straordinario di poter vegliare su di lui 24 ore no-stop. Non volevo trascurare alcun dettaglio. Iniziai con l’accendere qualche torcia, suonare il tamburo e offendere l’arbitro. Tutto inutile. “Forse è troppo banale, occorre affinare il tiro” pensai.

Costruii allora all’interno della camera una riproduzione fedele in calcestruzzo scala 1:658 della gradinata. Da lì simulavo il triplice fischio finale della gara e lanciavo in campo i cuscini verdi, poi facevo imitare da un altro ricoverato la voce dello speaker intento a illustrare le pubblicità:

“ Bulova Acutron, l’orologio dell’era spaziale,  il pallone della gara è offerto da Elettroradio dei f.lli Bianciardi in  Via Camollia, il Palio è tradizione tra le macellerie lo è Cetoloni”. Quel sonno profondo, mi sembrò smosso da un piccolo sussulto, come una smorfia di felicità. Dovevo assolutamente insistere. Accesi le trombe a batteria.

Fece uno scrullo. Stavo facendo troppo rumore. Quelli del 24° lotto a Pievasciata iniziarono a lamentarsi. Non poteva certo bastare a farmi desistere. La sua esistenza era ben più importante di ogni altra cosa e non volevo tassativamente mollare. Come a Giochi senza Frontiere, tentai il tutto per tutto, giocando il Fil Rouge. Feci stampare una gigantografia al naturale di Tiziano Marchetti intento a fumare una Marlboro e la appesi al soffitto, proprio sopra i suoi occhi.

Gli sussurrai che era tornato allo stadio. Ripetei quella frase centinaia di volte, al che mi addormentai sopra il suo torace.

Fui svegliato da un rigolo di lacrime che gli scendevano dagli zigomi. Era guarito. Dopo tre settimane riacquistò completamente tutte le funzioni e le prime parole che mi disse furono: “ io a Grifo Cannara non c’ero ed è la verità, ma nemmeno il Cenni”.

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lunedì, 29 novembre 2004

Siena - Roma 0-4

Siena: Fortin, Nicola, Cirillo, Argilli, Falsini, Carparelli (6’ st Flo), Di Donato (28’ st Serafini), Vergassola, Camorani (18’ st Fernando), Pecchia, Chiesa.
A disposizione: Zancopè, Foglio, Esposito, Fernando, Serafini, Flo
All.: Simoni

Roma: Pelizzoli, Panucci, Dellas, Ferrari, Mancini, Perrotta, De Rossi (27’ st Aquilani), Cufrè, Totti, Montella (38’ st Candela), Cassano
A disposizione: Zotti, Sartor, Candela, Aquilani, D' Agostino, Delvecchio, Corvia
All.: Del Neri

Arbitro: Racalbuto

Assistenti: Farina M., Grilli

Dalla sala stampa:

Simoni: E' stata una partita  dai due volti. In dieci minuti siamo colati a picco. Serve,a questo punto e lo dico con forza,  un nuovo banco di lavoro. La società mi deve accontentare. Voglio che sia corredato da una morsa girevole, da un ripiano verticale forato dove mettere tutti gli utensili, che farò appendere in ordine alfabetico, da un set di contenitori dove riporre le viti per diametro e non a caso e soprattutto chiedo un trapano nuovo, che possa assolvere varie funzioni, non solo quella di bucare il muro. Scusatemi, ma oggi sono arrabbiatissimo.

Pecchia: Ero convinto di segnare. Avevo, a tal proposito, lasciato un Ciao posteggiato dietro le panchine che avrei inforcato per esultare dopo il goal. Mi dispiace, pensavo di fare un sacco di penni e qualche derapata insolente davanti a Cassano. Sarà per la prossima volta.

Falsini: Scusate ho fretta. Fermo non ci posso stare, mi prende il palletico. Ora vado di corsa a giocare a Squash, poi mangio qualcosa al volo al Mc. Donald's e domattina parto per un trekking sul Montemaggio. Voglio acchiappare qualche animale selvatico da mettere attaccato allo specchietto retrovisore in macchina.







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giovedì, 25 novembre 2004

"Fermatevi, siete pazzi, non sono io quello che state cercando, c'è in errore non lo capite?". Non lo acoltarono neppure. Loro, la più terribile baby-gang di San Prospero, capeggiata dal sanguinario Mimmo, lo pestarono violentemente, lasciandolo esanime a terra. Da mesi ormai, detenevano il controllo del quartiere. Unico scopo bere, picchiare e assolutamente non pensare. Un'organizzazione inesistente, con l'unica prerogativa quella di assecondare in tutto e per tutto il loro capo. Lui, ultimo di tre fratelli, da anni ormai non aveva un'idea o un parere. Ma sprizzava carisma da tutti i pori. Inizialmente aveva esordito offendendo sua nonna, poi era passato ad obbiettivi sempre più grandi: il fruttivendolo, l'arbitro, l'autista del pullman che chiamava dispregiativamente "cocchiere" ed infine la gente comune, non importava se studenti, pensionati o Vigili Urbani. Il suo stuolo e la sua fama, si erano rapidamente allargati, tanto da poter formare, in pochi mesi, un piccolo esercito di decelebrati, pronti ad ogni sciocchezza. Ma ora l'avevano commessa enorme. Picchiare il Mussari scambiandolo per Dario Fò era veramente troppo. Furono arrestati, rinchiusi nel carcere di Santo Spirito e costretti a leggere I Ragazzi della Via Pal e Il Libro della Giungla. Fu un toccasana. Terminati il libri, dopo circa sette anni, uscirono profondamente cambiati. Di Mimmo non si hanno più notizie, se non alcune indiscrezioni che lo darebbero appartenente agli Are Krisna, gli altri giovani invece, hanno formato una comune dove meditano e producono canapa indiana di ottima qualità, che poi vendono al Comune di Sovicille.
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mercoledì, 24 novembre 2004

Dall'intervista pubblicata ieri sul sito dell'A.C. Siena, debitamente modificata

Simoni:la Roma punta molto a questa partita

“La Roma ha un organico di grande valore e ci sono dei manovali e cottimisti che si temono più degli altri, Totti sopra a tutti, ma anche Montella e Cassano sono muratori di grande qualità.” - ha dichiarato Simoni – “In questo momento, considerando il rendimento della Roma è evidente che più del gioco si temono le rifiniture, abbiamo visto come Totti ci abbia messo in difficoltà quando è entrato nel secondo tempo venerdì, ha fatto una calcina pressoché perfetta, ha preso la mestola e in due o tre occasioni ha perfino coperto le tracce ni muri .

Come affronterete la Roma?
Non abbiamo tante scelte, possiamo cambiare la betoniera o cambiare la marca del cemento come facciamo a volte, penseremo a quale Roma verrà e poi faremo la nostra scelta anche in funzione, dato il momento di crisi generale, del prezzo di acquisto. Abbiamo poche possibilità di fare una buona mescola, quindi terrò sicuramente in considerazione quanto ho visto venerdì in Coppa Italia come la prova di Flo o Falsini che è uscito polveroso, segno inequivocabile di serio impegno; se c’era Ardito tenevo in considerazione la prova di Ardito, ma non è che cambierò tanto, credo che a questo punto possiamo passare ai muri esterni e fognature. In difesa non dovrebbe cambiare niente perché la gru arriverà solo nella settimana di Natale, in mezzo al campo cambierà semmai l'escavatore e in attacco valuteremo le indicazioni del geometra.


Sarà una Roma da temere più del solito?
Credo che stiano puntando molto su questa partita. E’ indubbiamente una squadra da temere e tutte le attenzioni dell'Ispettorato del Lavoro pare siano rivolte a questa gara, il loro intendimento sembra sia di cercare evitare incidenti di cantiere , noi però stiamo bene e quindi la nostra partita la facciamo di sicuro, tant'è che abbiamo gia acquistato elmetti, scarpe anti-infortunistiche e reti da trapezisti..

L’infortunio di Ardito è una tegola che non ci voleva in questo momento
Mi dispiace molto anche perché Ardito era già stato provato dall’infortunio dello scorso anno. Un infortunio dal quale si era ripreso bene, ha lavorato molto sforando quasi sempre l'orario e non ha chiesto mai 1 € di straordinario. Poi proprio al 90’ ha subito questo brutto infortunio per un fallo di De Rossi e adesso dovrà stare fuori di nuovo per due o tre mesi. E’ l’unico centrocampista interditore di liquori che abbiamo e che ha anche una certa predisposizione anche per la frutta secca. Il suo infortunio è grave per noi in questo momento perché non abbiamo soluzioni, per una brutta entrata fatta al 90’ perdiamo un giocatore per due o tre mesi e mi sembra ingiusto e triste.
Ho 65 anni e penso di poter dare qualche consiglio. De Rossi è bravissimo, è un campione ed ha una grande carriera davanti a sé ma deve avere più rispetto degli avversari. A mettere i chiodi sono buoni tutti e lui che ha la fortuna di avere una ditta di famiglia deve mettere a frutto le sue qualità rispettando l’incolumità degli altri.






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martedì, 23 novembre 2004

"Ti amo" le dissi."Anch'io" rispose. Era fatta, presi la palla al balzo ed a bruciapelo la incalzai: "ti voglio sposare, adesso, ora, subito, qui, dentro a questo cratere, in mezzo ai carburi di zolfo e ai frammenti di meteoriti altamente radioattivi". Lei era di Nettuno, ma con doppio passaporto. "L'unico problema", pensai, "è trovare un prete su due piedi". Il pianeta infatti brulicava di strani ominidi fluorescenti, che svolazzavano felici per l'atmosfera irrespirabile, quasi fossero lucciole, ma di dimensioni assai più ragguardevoli. Nessuno apparentemente parlava, ma tutti compivano evoluzioni acrobatiche di rara difficoltà. Solo in alcuni punti era possibile trovare cibo, ristoro e calore marziano. Proprio in uno di essi, il Supernova Disco-Quarzo l'avevo conosciuta. Approfittando di un'eclissi, l'avevo addirittura baciata e lei mi aveva morso, staccandomi parzialmente uno zigomo, in segno di stima. Dopo era iniziato il corteggiamento. In un primo momento suo padre, un robot omozigoto di 54 cv.fiscali, aveva tentato in ogni modo di opporsi al nostro amore, per il fatto, credo, che ritenesse sua figlia troppo giovane ed ancora priva di anidride carbonica, per affrontare lo stress di coppia. Poi fortunatamente si era convinto e dopo aver tentato di uccidermi, con il suo terribile raggio laser che gli usciva dai ginocchi., mi aveva invitato a cena, per sancire il fidanzamento ufficiale.Da qui è storia recente. Cerca, cerca, alla fine trovai non solo un sacerdote, ma addirittura l'Arcivescovo della parrocchia di Halley. "Figliolo" mi disse, "vuoi sposare questa creatura dello spazio con tutte le tue forze? Guarda caro, a me sembra inguardabile, quasi bogliola, ma se proprio ti vuoi accontentare di un mostro del genere, non posso che darvi la mia benedizione". Ero felice e coniugato, dopo alcuni anni mettemmo al mondo due splendidi gemelli siamesi, attaccati per la nuca, che chiamammo Farfallina ed Inceneritore.

 

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lunedì, 22 novembre 2004

Tim Cup: Roma-Siena 1-2

ROMA
Curci, De Rossi, Mexes (33' st Corvia), Sartor (1' st Scurto), Ferrari, Cassano, Perrotta, D'Agostino, Aquilani (1' st Totti), Candelà, Mido
A disposizione: Pelizzoli, Briotti, Virga, De Martino
Allenatore: Del Neri

SIENA
Zancopè, Nicola, Falsini, Cirillo, Argilli, Flo, Fernando (34' st Camorani), Di Donato, Ardito, Serafini (29' st Vergassola), Carparelli (29' st Pecchia)
A disposizione: Fortin, Graffiedi, Chiesa, Esposito
Allenatore: Simoni

Arbitro: De Marco di Chiavari
Assistenti: Ambrosino, Lanciani
IV Uomo: Stefanini

Reti: 37' pt Flo, 12 st Totti, 42' Flo

Ammoniti: Perrotta, Camorani, De Rossi

Dalla sala stampa:

Simoni: Finalmente! Vittoria strameritata, con una squadra rimaneggiata, ma estremamente motivata e volitiva. Certo, dobbiamo prendere atto che sabato prossimo sarà tutta un'altra musica, ma per adesso godiamoci il risultato. In settimana, ho deciso di variare il metodo di allenamento. Niente più sedute atletiche massacranti, ma gruppi di ascolto, in cui ogni giocatore racconterà agli altri esperienze di vita, problemi quotidiani e aspirazioni future. Un'atmosfera da grande famiglia, dove ognuno deve dare il suo piccolo contributo umano, per aiutare gli altri e progredire interiormente. Il trionfo di Sergio Muniz all'Isola dei Famosi, deve far riflettere tutti sull'importanza della vita semplice e puritana.

Cassano: Quei pezzi di merda hanno vinto. Sabato prossimo però li ammazzeremo. Per me questo è un periodo d'oro. Litigo con tutti, gioco da fare schifo e mi sono venuti 15.426 nuovi brufoli, tutti sopra i 25 grammi di peso specifico, un grande risultato estetico.

Cirillo: Sabato prossimo mi arrestano, lo prometto!





















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venerdì, 19 novembre 2004

Era flemmatico, prolisso e integerrimo. Denotava dei tratti somatici tipici delle popolazioni asiatiche. Una faccia battuta dal vento di greacale, alla quale si accompagnava un fisico asciutto purtroppo devastato dalla psoriasi. Caratterialmente assomigliava ad un mix tra il vuoto di Walter Nudo e la sregolatezza di Antonio Cassano. I suoi genitori, consapevoli di aver generato un indigente, avevano ,da prima tentato di venderlo ad un commerciante di organi e poi, pentiti, lo avevano lasciato sotto casa di Gino Strada, nella speranza che almeno lui, gli potesse garantire un futuro dignitoso. Ma Gino era in Africa da circa tre mesi. Fu raccolto allora da un rappresentante dei Cobas, che lo portò alla famiglia di un operaio cassa-integrato dell'Alfa di Arese, con dodici figli a carico. Fu iscritto alla scuola elementare Giancarlo Antognoni di Segrate, dove fece scalpore chiedendo, il secondo giorno di scuola, la fica alla maestra. Spesso però marinava le lezioni e seguiva il padre negli innumerevoli scioperi a cui partecipava. Imparò ad odiare Luca Cordero di Montezemolo in modo viscerale. Frequentemente inviava delle e-mail anonime al sito di Confindustria con scritto: "la Fenech te l'hanno trombata a sangue, troiaio", " sei bianco come un cencio", "smetti di vincere" ecc. Andò avanti così per anni, finchè Luca Cordero, esasperato, lo rintracciò e lo picchiò a sangue, durante una manifestazione di disobbedienti. Da quel giorno entrò, per la vergogna,  nel tunnel della droga, a fari spenti per giunta e non ne è più uscito.
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giovedì, 18 novembre 2004

A proposito dello scangeo odierno dell'affare Taddei, vorrei riproporre quello che avevo scritto nel 2002 prima dell'arrivo di Rodrigo dal Palmeiras, preceduto anch'esso, se ben mi ricordo, da un bel pò di trambusto.

 

Con questa missiva intendo querelare tutti coloro che infangano il buon nome del mi’cugino Rodrigo Ferrante.

Egli si chiama Taddei e non Tadei come vi ostinate ad appellarlo negli organi d’informazione.

Cosa si cela dietro a questo macabro giochino?

Allora perché non scrivete Mandeli, Cavalo, Pappadoppulo, Rici, ecc.

Spero non sia una sporca trama per ostacolare la venuta di colui,che con la sua immensa classe e con la sua sorprendente bruttezza esteriore, può cambiare le sorti di un’intera stagione.

A tal proposito invio questo mio accorato appello, a coloro che  sento essere il popolo eletto:

Cittadini di San Prospero,

è per me un’immensa gioia, annunciarvi che in questo nuovo campionato di Serie B 2002-3, un mio carissimo cugino brasiliano Rodrigo Ferrante Taddei, potrebbe indossare la casacca della mitica Robur.

E’ superfluo parlare di quale prestigio porterebbe al quartiere tale evento, ma vorrei solo ricordare ai più giovani (se mai ce ne sono rimasti), che Rodrigo ha calcato i marciapiedi di Viale XXIV Maggio e soprattutto ha giocato al campino di San Prospero, fino a quando il nonno Cordelio do Svenimento non lo ha dovuto portare in Brasile, a seguito dell’ingiurioso sfratto  della sua casa in Via Monte Cengio( in cui abitava da anni e anni), perpetrato dal Mori, terribile latifondista della terra sanprosperina.

Occorre l’impegno di tutto il popolo, affinché questo evento possa verificarsi, perciò ho deciso di istituire presso l’abitazione di mia madre a Capra d’Oro, uno stand per la raccolta di firme, le quali saranno successivamente inviate al d.s. dell’A.C. Siena Nelson Ricci, perché compia tutti gli sforzi possibili (compatibilmente con le proprie condizioni fisiche),  per portare in bianconero il mio (ma anche vostro) beneamato cugino italo-carioca.

Vorrei pregarvi però, di estirpare quella pianta secca che da anni inquina la nostra patria, quello strano figuro soprannominato Fefy, il quale si è già abbondantemente dimostrato intollerante verso la gente brasiliana, forgiando quell’ingiurioso slogan dello scorso campionato “Pinga in panchina, Sciaccaluga a scentrucampu, lu disce Fe-Fe- Fefefey (sull’aria della famosissima canzone Sasueela, Sasueela)”.

Convinto che tutti parteciperete a questa sacrosanta crociata, vi saluto non prima però di avervi ricordato la chiusura dell’ennesimo fruttivendolo (il quale aveva aperto al posto della toilette per cani, la quale aveva aperto al posto del fruttivendolo) e l’apertura di una nuova profumeria insediatasi al posto del Fornino.

Vi amo come dal primo momento.

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mercoledì, 17 novembre 2004

Dall'intervista pubblicata ieri sul sito dell'A.C. Siena, debitamente modificata.

Simoni:in coppa italia troverà spazio chi ha giocato meno

“Gli obiettivi nostri e della Roma sono diversi. Per noi la Coppa Italia non può essere un traguardo, perché non arriveremo mai, probabilmente, alla fine.” - spiega Simoni – “Questa partita ci serve unicamente per completare il cambio dei vestiti invernali, toglierli dalle buste dove sono stati conservati per circa 12 mesi ed eliminarne quel fastidioso odore di naftalina.
Per noi sarà una sorta di allenamento, ma sicuramente con l’obbligo di fare una buona figura, epurando i capi in eccesso per donarli alla Caritas, usufruendo degli appositi cassonetti di raccolta, sparsi un pò ovunque..
Siamo stati colpiti dagli infortuni, alcuni giocatori stanno recuperando, altri sono indietro, la partita di venerdì ci servirà per dare spazio a quelli che hanno lavorato meno, visto che nell’ultimo periodo hanno sempre intonacato gli stessi, soprattutto a centrocampo.”

Come vede il campionato e la posizione della sua squadra?
E’ un campionato di grande equilibrio, tra noi e il sesto posto ci sono cinque punti. La nostra situazione non è buona, anche perché abbiamo giocato sette partite fuori e cinque in casa, con tutto quello che comporta. Dal punto di vista alimentare, molti cibi avariati, dal punto di vista familiare, una grande paura dei ladri. La cosa che dispiace di più, è che una squadra come la nostra che sta giocando a buoni livelli, meglio di tante altre che ci sono davanti , non raccoglie i frutti che meriterebbe. Un esempio? Domenica se fossimo rimasti a casa, avremo potuto cogliere le olive e produrre molto olio di qualità e sopratutto genuino.
E’ ancora scarsa la vena offensiva degli attaccanti
I nostri attaccanti devono cercare di fare un po’ meglio perché ne hanno tutte le qualità e caratteristiche. Devono trovare una maggiore consapevolezza dei propri mezzi, tentare con tecniche alternative, collage,cartapesta o carboncini, perchè dispiace vedere ottimi giocatori, tutti ordinati e puliti, con grembiule e cartella, non raggiungere risultati più significativi.








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lunedì, 15 novembre 2004

Milan Siena 2-1

Dalla sala stampa

Simoni: Ancora una grande prestazione, ma purtroppo torniamo a mani vuote. Abbiamo affrontato una corazzata come quella rossonera senza troppi timori riverenziali e ciò ci rende sicuramente onore. Ora però è giunto il momento di fare punti. Dobbiamo essere più concreti. Per questo, anche se l'ho sempre odiata, perchè indubbiamente toglie la fantasia al fai-da-te, quello genuino intendo, penso che inizieremo a frequentare l'Ikea. Tante soluzioni, tutte razionali, confezionate, ma con montaggio a carico del cliente. Questo ci vuole. E poi noi disponiamo di un ampio parco macchine, furgoncini, auto, tagliaerba ecc, che potranno consentirci di caricare una grande quantità di merce, evitando pure le spese di trasporto. La sosta del campionato viene proprio a fagiolo. Domenica tutti all'Ikea, giocatori, staff tecnico e perfino il Presidente.

Menegazzo: Santo Siro, me porta bene e mal. Bene perchè sgioco sempre, male perchè perso sempre e l'altro anno sbaglai pure un rigor, chi me tronco la cariera con quel tinto de Papadopulo. Pazienza.

Gattuso: Il Siena è buona squadra. Gioca bene ma non segna alquanto. Noi abbiamo Sheva che fortunatamento, in ora questo momento, segna a grappoli. Non dobbiamo mollare. La Juve è con ciò forte, ma Milan può lottare per il quale.

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venerdì, 12 novembre 2004

Lo arrestarono mentre stava dormendo dentro una campana per la raccolta del vetro. Latitante da molti anni, era stato uno dei sicari più spietati della camorra di Ponte al Bozzone, facente capo al bosco di Geggiano. Poi, repentinamente, il racket era passato nelle mani della mafia di Catignano, capeggiata dal famigerato boss Brodolone. In questo sanguinario trapasso, lui era inevitabilmente caduto in disgrazia e, ricercato sia dalla Polizia sia dai malavitosi rivali, si era dato alla macchia, per aver salva la vita. Per molti anni, attanagliato dal terrore, aveva vissuto nel bosco di Pianella, cibandosi della biada  furtivamente rubata di notte in un box per cavalli. Un giorno, però, scovato e inseguito dal proprietario inferocito, era dovuto uscire allo scoperto per cercarsi una nuova sistemazione. Non fu facile. Anche gli albanesi, ormai proprietari della Lizza, Piazza Gramsci e Via Banchi di Sotto, quest'ultima solo dalle 14.00 alle 16.00 di ogni sabato, ridevano di lui, spesso prendendolo a male parole. Decise allora di trasferirsi in Fortezza, tanto li non c'era rischio, se non per un breve periodo dell'anno, di incontrare anima viva. La notte, per il freddo, però doveva dormire dentro al raccoglitore di vetro, alluminio e plastica e fu qui appunto che venne arrestato, per la segnalazione di Nerino al quale, dopo innumerevoli richieste, si era rifiutato di porgere un bacino.
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giovedì, 11 novembre 2004

siena- lecce 1-1

Siena: Fortin, Argilli, Colonnese, Portanova, Nicola, Vergassola, Di Donato, Pecchia, Camorani, Chiumento, Chiesa
A disposizione: Zancopè, Graffiedi, Flo, Menegazzo, Ardito, Serafini, Carparelli
Allenatore: Simoni

Lecce: Sicignano, Cassetti, Paci, Stovini, Rullo, Giacomazzi, Ledesma, Eremenko, Bojinov, Belanovic, Vucinic.
A disposizione: Anania, Diamoutene, Dalla Bona, De Oliveira, Silvestri, Pinardi, Abruzzese
Allenatore: Zeman.

Arbitro: Pieri di Lucca (Gemignani, Cuttica)
Quarto uomo: Brighi

Dalla sala stampa:

Simoni: Sono amareggiato per il risultato, meritavamo certo la vittoria per i valori espressi in campo. Giocare bene e non raccogliere i frutti è frustrante. Siamo rientrati nella tarda serata di domenica da Roma e lunedì mattina alle 9.00 in punto, ho fatto svolgere ai ragazzi una prova di dettato con analisi logica e poi subito, a seguire, ho spiegato loro a cosa servono nella realtà le radici quadrate dei numeri. Più di questo, onestamente, non posso pretendere. Ora, abbiamo tre giorni prima della sfida di Milano. Noi nettamente sfavoriti? Vedremo, intanto, a tempo di record, tenteremo di costruire una cuccia per la mucca del Presidente, interamente di compensato, senza usare i chiodi, ma solo con colla ed incastri.

Pecchia: Sono felice di aver segnato di nuovo. Mi è stato conferito, inoltre, il premio Ussi, ma ancora fisicamente non  l'ho ricevuto. Spero arrivi presto, lo vorrei scambiare con una batteria nuova per lo scooter, visto che ieri pomeriggio non sono riuscito ad accenderlo.

Bojinov: Siena forte squadra. Lecce forte squadra. Siena tanta fica. Lecce poca fica. Siena Simoni. Lecce Zeman.








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martedì, 09 novembre 2004

VERGOGNA E SMARRIMENTO DI OGNI VALORE. DOBBIAMO E POSSIAMO RIBELLARCI.

 

Dal nostro inviato.

 

Un gravissimo episodio di cronaca nera, si è consumato nella tarda serata di venerdì scorso, nel tranquillo quartiere di San Prospero, quando un nutrito manipolo di anziani ubriachi, a seguito di un assunzione smodata di svariati cocktail alcolici, quali cuba-libre, gin-fizz, negroni e B52, in stato di totale catalessi mentale, ha aggredito, senza peraltro una fondata motivazione, un gruppo di turisti Giapponesi occupati a fotografare i numerosi piccioni intenti ad abbeverarsi nella fontana dei Giardini della Rimembranza.

Questo deprecabile episodio, comunque, non è che la punta dell’iceberg di un’incredibile escalation di violenza, che da mesi interessa le strade del flemmatico rione senese.

Con ordine: nella primavera di quest’anno, squadre di pensionati con occhi a palla e capelli cotonati, a cavallo di scooter di ultima generazione, hanno iniziato a vagabondare indisturbati per le strade offendendo indistintamente gli ignari passanti e inneggiando a stereotipi giovanili alquanto ambigui come Jim Morrison, Peter Tosh e al Campari Soda. In breve tempo, con un azione di forza, essi sono riusciti ad occupare i locali fatiscenti di una ex-latteria, istituendo un non meglio identificato centro sociale, denominato “Cirrosi Bianconera”, in onore sembra della loro conclamata passione per la Robur. Le forze dell’ordine, tardivamente, hanno tentato di arginare il fenomeno con presidi ed intercettazioni telefoniche. Anche l’Amministrazione Comunale dal canto suo, sospinta dalle innumerevoli richieste di intervento, ha disposto nel Maggio scorso l’abbattimento della palazzina, mediante l’utilizzo di un bulldozer e 126 scalpellini scelti. L’operazione però si è dovuta necessariamente interrompere, perché il conducente del mezzo meccanico è stato brutalmente rapito e incendiato in segno di protesta, dalla frangia più oltranzista dei teppisti.

Questa miscela, già incandescente, è diventata altamente pericolosa, quando la malavita facente capo alla ‘Ndrangheta della Lizza, ha intravisto nella vicenda, una notevole possibilità di lucro. Mossi da questa prospettiva, alcuni affiliati camorristi hanno iniziato ad introdurre, durante i numerosi festini all’interno del Centro, pastiglie di ecstasy, video sadomaso, occhiali Diesel, Fieste e Girelle Ferrero.

L’effetto di questa manovra, finemente congegnata, come si può capire è stato devastante. Fogate e saccheggi hanno ripetutamente messo a ferro e fuoco il quartiere, riducendolo in pochi giorni, ad un ghetto di aberrazione, come lo ha definito il famoso sociologo Joseph the Shaw (Beppe lo Squalo). Una zona franca, dove ex-nonni a torso nudo, suonano bonghi e praticano indisturbati ingiuriose attività sessuali, supportandosi liberamente con oggettistica all’avanguardia e pastiglie altamente disinibitorie.

Quindi non è da stupirsi se accadono fatti come quelli che hanno visto protagonisti i poveri visitatori nipponici, occorre forse meravigliarsi per l’eccessivo permissivismo fino ad oggi attuato dagli organi preposti, che ci auguriamo possa radicalmente mutare entro breve tempo, in modo da riportare la situazione su binari consoni ad una società civile.

 

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lunedì, 08 novembre 2004

lazio-siena 1-1

LAZIO
Sereni, Oddo, Talamonti, Couto, Oscar Lopez, Gonzalez, Dabo (68’ Filippini A.), Manfredini (55’ Cesar), Pandev, Rocchi (82’ Di Canio), Inzaghi
A disposizione: Casazza, Sannibale, Seric, De Sousa
Allenatore: Caso

SIENA
Fortin, Cirillo, Argilli, Portanova, Nicola, Pecchia (55’ Camorani), Di Donato, Vergassola, Chiumiento, Chiesa (77’ Carparelli), Graffiedi (55’ Flo)
A disposizione: Zancopè, Colonnese, Ardito, Fernando
Allenatore: Simoni

Arbitro: Rizzoli di Bologna
Marcatori: 47’ Couto, 67’ Portanova
Ammoniti: Dabo, Oddo, Cirillo

Dalla sala stampa:

Simoni: Gran bel pareggio direi. L'abbassamento repentino della temperatura, crea sempre molti disagi nella gestione familiare. Quindi, per prevenzione, in settimana ho elencato ai ragazzi i punti cardine per affrontare serenamente l'inverno. Occorre innanzi tutto far controllare la caldaia da un tecnico competente ed autorizzato all'analisi dei fumi, svotare manualmente l'aria dai termosifoni e scandagliare a fondo ogni singolo infisso alla ricerca di spifferi eliminabili con del semplice silicone. Per quanto riguarda invece i fiori, è bene predisporre delle piccole serre, facilmente reperibili sul mercato, in modo da proteggere le povere piante dalle gelate notturne ormai alle porte. Infine, un vecchio adagio dei nonni, parcheggiare la sera l'auto sempre in garage e non partire mai la mattina a tutta gallara.

Cirillo: Peccato che in questo sport ed in particolar modo in serie A, siano presenti tante, troppe telecamere, altrimenti avrei  accoltellato Simone Inzaghi, sicuramente uno dei giocatori più antipatici della FIFA. Se i compagni, al termine della partita, non avessero avuto fretta di rientrare, l'avrei aspettato sotto casa per regolare i conti.

Fortin: Ho passato una buona settimana alla Birreria in Piazza del Campo. Mi diverto molto a farmi buttare fuori dai camerieri che vogliono chiudere. Purtroppo ci dobbiamo sorbire ancora un turno di mercoledì, meno male che giochiamo in casa, almeno in mattinata posso andare a ritirare i sacchi della spazzatura in Circoscrizione e poi fare un salto al mercato.











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venerdì, 05 novembre 2004

"Sono mortificato" mi disse, "ma lei purtroppo non rientra più nei nostri piani.Come lavoratore niente da ridire, ci mancherebbe, ma come uomo è uno schifo. Tutte le mattine, dopo aver fatto i suoi porci comodi alla toilette, anche se in anticipo rispetto all'orario di ufficio, non si degna neppure di pulire il water, ma non solo e questo lo dico per il suo bene, non usa neanche la carta igienica e si riveste sudicio come uno scooter posteggiato sotto i portici di Sant'Agostino. Dove cammina lascia un bafore quasi paleolitico, che provoca nei colleghi tracheiti da sforzo e disappetenza, le quali sfociano spesso in assenze per mutua, altamente controproducenti per la nostra azienda. Di contro, occorre riconoscere, che lei comunque svolge con passione e dedizione le sue mansioni e quindi, abbiamo atteso molto prima di prendere la decisione sofferta di licenziarla, per, diciamo così, totale mancanza di igiene personale".

Fu una mazzata, ma non solo per aver perso l'unica fonte di reddito che avevo, ma sopratutto per come ero stato descritto. Con quale diritto potevano proferire certe accuse? I miei erano motivi religiosi e niente più. Da anni infatti mi ero convertito alla fede in Malawi, divinità venerata nel Rio delle Amazzoni, predicatore di una vita primitiva, fondata sul baratto e sulla pesca delle trote. Uno dei punti cardine del suo pensiero, era appunto lo zozzo, il quale non rappresentava un fattore negativo, ma al contrario una caratteristica fondamentale, per la crescita spirituale di un individuo. "Vada in culo, troiaio" lo incalzai decisamente, "lei, il dopobarba, il ph neutro, il ginseng e la pasta dentifricia del dottor Ciccarelli. Lei, caro il mio direttorone, è solo un ateo, razzista-igienista e spero che in un futuro, nemmeno tanto prossimo, vi si intasino tutte le fogne, una volta ogni quindici giorni". Sbattei la porta e me ne andai, fiero dei miei principi morali

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giovedì, 04 novembre 2004

Fedelissimo 2004-2005 n.4 del 31-10-04

Siena-Bologna

 

Era nato a San Prospero e questo lo sapeva fin troppo bene, in una strada delle più malfamate, tra Capra d’Oro e il capolinea degli autobus in Via del Colle. Uno di quei luoghi in cui regna solo la prepotenza ed il sopruso. Dove i bambini non giocano, ma si picchiano e bestemmiano. Un posto in cui la maggior parte delle persone fumano le Nazionali e si vestono da Joseph. Un angolo dimenticato dove non entrano neppure più i Vigili a fare le multe, in cui non esistono sensi unici, spazzamento meccanico della sede stradale, semafori e lavori in corso.

Lui piccolo e gracilino, ne aveva buscate parecchie dai ragazzi più grandi. La strada gli era stata maestra per divenire autosufficiente e soprattutto scaltro. Così in tenera età iniziò a rubare prima biciclette, poi motorini, automobili ed infine carrozze ferroviarie.

Come vi riuscisse nessuno lo sapeva, fatto sta che un giorno sua madre ne intravide una nuova fiammante parcheggiata in giardino e si insospettì.

Dopo qualche anno lo arrestarono in flagrante , mentre stava per trafugare un Pendolino con perfino il controllore a bordo. Venne processato e vista la sua tenera età, il Tribunale dei Minori decise di inserirlo in un Mattatoio di recupero.

Fu qui che iniziò per la prima volta a boxare.

Al suo interno infatti conobbe un allenatore navigato Joe Montante, che lo convinse a partecipare al   programma di agonismo per piccoli delinquenti, facendolo frequentare la sua palestra. Egli lo preparava sia fisicamente che mentalmente, insegnandogli  a risolvere equazioni e limiti, a tradurre brani della Divina Commedia e perfino ad elaborare previsioni del tempo. Esso era fortemente convinto che la volontà più della forza, era determinante per un pugile.

Prevedibilmente, il primo incontro fu un disastro. Nel bel mezzo del 2° round, si mise a pensare alla svolta innescata dalla  scoperta della Penicillina e fu impietosamente steso dallo sfidante, che attanagliato dai rimorsi di coscienza volle riportarlo personalmente a casa.

Pian piano però, iniziò a scindere i pensieri, seppur profondi che fossero, dal combattimento e così facendo iniziò a vincere.

Sconfisse grossi calibri del firmamento quali il Buttero, lo Stuart, il Bumba, Loris e molti altri.

Diveniva sempre più bravo, ma non era cattivo e per questo si trasferì da San Prospero al Petriccio. Per anni partecipò alle scazzottate del gruppo. Picchiò rappresentanti di tutti gli altri quartieri cittadini, automobilisti pretenziosi di precedenza, interi pullman di turisti in cerca del Park Hotel e ignari quanto baldanzosi butta-fuori.

Finalmente giunse il suo momento. Scontata la pena, venne immediatamente prescelto quale sfidante del campione dei pesi massimi, il greco Bruschellopulos. L’incontro fu fissato il 2 Giugno 1982 all’interno del Garage Busi.

Si allenò duramente per tre lunghissimi mesi.

Il giorno del match, Joe Montante lo prese da parte e gli disse:”tronca quel greco ragazzo, o lui troncherà te”. Rifletté molto su quel concetto profondo. Forse a priori, probabilmente lo prese anche troppo sul serio. Fu una vera e propria furia.

Divenne il primo Campione del Mondo dei pesi massimi di San Prospero.

Difese ufficialmente il titolo 18 volte e molte di più davanti alla fermata del tram.

Perse la corona alla sorprendente età di 53 anni, sconfitto da un taxista nervoso.

 

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mercoledì, 03 novembre 2004

dall'intervista pubblicata ieri sul sito ufficiale dell'A.C. Siena debitamente modificata

Simoni:sono abbastanza soddisfatto

“In serie A quando non perdi è già un fatto importante, poi quando hai l’idea di aver meritato un risultato che poteva anche essere una vittoria, sul piano professionale devo dire che sono abbastanza soddisfatto. - ha dichiarato Simoni - Il Bologna ha un organico di gente esperta, con contratti a tempo indeterminato e non prestatori di mano d'opera o immigrati a lavoro nero, una squadra che ultimamente ha avuto qualche problema di fognature ed ha fatto qualche risultato alterno però può lottare per la Coppa Uefa.”

Ritiene che il Bologna sia venuto soprattutto per difendersi?
Ho letto cosa hanno scritto un po’ i giornali in merito al catenaccio, le squadre non è che vanno in campo e fanno ciò che vogliono; se si schierano due cottimisti come Cipriani e Tare, si mette capo-cantiere uno come Bellucci che fino ad un anno fa svolgeva tirocinio presso uno studio associato  e dopo si inserisce anche Locatelli come architetto, vuol dire che si mette in campo una squadra che vuole ristrutturare seriamente. Noi, per le nostre caratteristiche, abbiamo fatto sì che anche la Juve si difendesse nel primo tempo fino a che non abbiamo acceso contemporaneamente troppi elettrodomestici ed è, inevitabilmente, saltata la corrente.
Il Bologna è venuto qui per fare la partita e cercare di vincere, noi li abbiamo costretti a difendersi. Il contropiede sarebbe la cosa migliore ma non abbiamo imbianchini per farlo, sfruttiamo gli uomini per quelle che sono le caratteristiche migliori e dobbiamo, per il momento, usare solo la pennellessa, attendendo i tempi in cui saremo bravi a lavorare con il rullo.

Come è la condizione fisica della squadra?
Adesso abbiamo sette giorni e quindi tempo per il recupero, ma dobbiamo valutare anche la quantità di porcini che i ragazzi sono riusciti a raccogliere. Ho predicato di non portare paonazzi o giallarelle, al limite, proprio in casi estremi, qualche leccino. Decideremo sul momento, se friggerli o cucinarli in gratella, l'importante è che essi capiscano di rispettare il bosco, prendendone i frutti ma preservandone il sensibile e fragile sistema.






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martedì, 02 novembre 2004

SIENA 1 - BOLOGNA 1

Siena: Fortin,Cirillo, Argilli, Portanova, Falsini, Chiumento, Vergassola, Di Donato, Pecchia, Chiesa, Graffiedi (Zancopè, Nicola, Flo, Ardito, Serafini, Carparelli, Camorani).

Allenatore: Simoni

Bologna: Pagliuca, Daino, Juarez, Petruzzi, Sussi, Loviso, Amoroso, Zagorakis, Cipriani, Tare, Bellucci (Pansera, Locatelli, Bigotto, Colucci, Nastase, Capauano, Tedeschi)

Allenatore: Mazzone

Arbitro: Paparesta di Bari; assistenti: Milardi, Banti

Dalla sala stampa:

Simoni: è stata una partita molto combattuta che abbiamo cercato in ogni modo di vincere. La nostra situazione era molto difficile. Dopo le piogge torrenziali di venerdì, molti dello staff tecnico, incluso il sottoscritto, avevano subito grandi disagi. Fango e acqua in garages e scantinati, smottamenti lungo tutte le arterie cittadine. Io, ad esempio, ho dovuto chiamare la Spazzatrice del Comune, per liberare dalla mota il mio posto auto e ho inoltre acquistato uno zerbino a vapore, per evitare di portare in casa i residui di sporco, inevitabili dopo una situazione meteorologica del genere.

Fernando: Sgiò non sgioco mai, ma me sto alenando por essere pronto alla chiamata du mister. Chi devo far? In più la chitara l'ho spacada, l'altro sgiorno per la rabbiau, nel capo de Olinto. Per Natale ho chiesto un Subbuteo e dos palloni de goma piuma por alenarme anche a casa e non infastidir i me dirimpettai.

Falsini: corro tanto, ma come dice il mister, ancora devo lavorare molto se voglio imparare a fare il pane cotto a legna come si deve. Per ora ho capito quasi tutto della corretta tecnica, ma purtroppo, per disattenzione, mi dimentico sistematicamente del lievito.



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