Questo è un ricordo della trasferta di Cagliari del Dicembre 2001, 1° campionato di serie B, ripreso dalla fanzine "sanprospero news" che inviavo tramite posta elettronica agli amici e scomparsa praticamente subito.
Simone si biccia la testa
Dopo un’inutile ricerca del fantomatico parcheggio Area Feltrinelli, propinato faraonicamente da un occasionale compagno di viaggio, dove dovrà essere ormeggiata la Punto di Paolo per la trasferta di Cagliari, si profila l’ipotesi di dover chiedere indicazioni sulla improbabile esistenza del luogo a qualche sfortunato passante, ma purtroppo Civitavecchia by night è popolata inspiegabilmente solo da schietti tulleri americani per lo più imbenzinati.
Un bar aperto, accende le speranze di non dover regalare l’auto al primo ladro di passaggio e Simone si offre volontario per entrare nel locale a chiedere delucidazioni. Il passo è così fiero e svelto, che non si accorge nemmeno minimamente che la porta di ingresso è di vetro cristallino, e vi si infrange a tutta velocità sbattendo violentemente il cranio, già di per se seriamente minato.
Sono presenti alla scena il barista che si piega in due sul banco, e un avventore che si rivolge a Simone dicendogli: ”oh c’era anche prima eh !”.
Oltretutto la fronte inizia anche a sanguinare, quindi al rientro in macchina deve anche
fermare il deflusso e, nel contempo, cercare di fare finta di niente.
Paolo una volta imbarcati gli chiede dove si fosse fatto quel bozzo, ma ne riceve una risposta vaga e lascia perdere.
Poi quando la serata prende corpo (grazie soprattutto a Rocchio) è Simone stesso a confessare con la frase: “Paolo guarda che quando siamo partiti da Siena questo biccio non ce l’avevo” e racconta l’accaduto, dopo essere stato subissato di ipotesi sullo svolgimento dei fatti.
Continua il viaggio attraverso la storia del quartiere di San Prospero. Dopo aver relazionato sulla sua fondazione, in questo numero verrà approfonditamente analizzato il culto degli Dei.
Per i Sanprosperini gli Dei erano compagni quotidiani di ogni essere umano. Non era permesso, a nessuno, dimenticarsi di loro, neppure durante un derby o una merenda a Pulcianese.
Essi consideravano la Terra come un’immensa terrazza senza ringhiera, dove le mattonelle rappresentavano il Sole e il campanello di casa la Luna.
Il fiume sacro, la Merse, costeggiava tutto l’Universo e le Divinità, ordinatamente, rispettando la postazione loro assegnata, vi pescavano, felici, trote, cavedani e barbi.
Supremo Dio della Creazione era considerata l’Armeria Virgili, che per anni aveva stoicamente venduto, nonostante il temutissimo divieto di sosta davanti al negozio in Viale Curtatone, migliaia di ami, galleggianti, cucchiaini e lombrichi.
Dal matrimonio del proprietario con Rigogliosa, figlia prediletta di un corriere Lussemburghese, nacquero quattro bambini perfettamente uguali tra di loro, ma con colorazione di pelle differente, da cui, diventati adulti e smaliziati, scaturirono tutti gli altri Dei.
Primo tra tutti, Horfefychilo, amatissimo dal popolo per il fatto non secondario, che in vita era stato un uomo comune, elevatosi a divinità dopo aver inventato il sigaro e il Viavà Smacchiatutto.
Più tardi, vista l’enorme venerazione che gli veniva tributata, fu incoronato Dio Supremo del Terreno, capace di annullare qualsiasi avversità, con la potenza dei suoi potentissimi sputacchi purificatori.
Meno importante, in un’ipotetica scala gerarchica, ma comunque di notevole caratura, si configura Buzzo Groxo (Nostro Signore dei Ristoranti), Dio incontrastato dello stravizio e del Bicarbonato di Solvay, combattente ogni espressione di magrezza e salutismo, come fitness, diete ipo-caloriche, cure termali e ionoforesi.
Esso veniva spesso raffigurato dagli artisti, in canottiera e mutande, impugnare una mortadella di Bologna con pistacchi, contro la Regina Figurella, dea diabolica e malvagia, sempre pronta a tentare i poveri esseri umani con salti di pasto e creme snellenti.
Siena-Reggina 0-0
Siena (4-4-2): Manninger; Cirillo, Falsini, Portanova, Mignani; Camorani (Graffiedi dal 1' st), Di Donato (Serafini dal 29' st), Pecchia (Ardito dall'11' st), Vergassola; Chiesa, Flo. (Fortin, Nicola, Colonnese, Menegazzo). All. Simoni.
Reggina (3-5-1-1): Pavarini; Cannarsa, Franceschini, De Rosa; Mesto, Colucci (Paredes dal 9' st), Tedesco, Mozart, Balestri; Nakamura (Borriello dal 19' st); Bonazzoli (Dionigi dal 31' st). (Soviero, Zamboni, Morabito, Ganci). All. Mazzarri.
Arbitro: De Santis di Roma.
Ammoniti: Di Donato, Mozart, Bonazzoli.
Dalla sala stampa:
Simoni: non accetto la contestazione che una parte di pubblico ci ha rivolto. Per giudicare una buona imbiancatura delle pareti occorre tempo. Una mano sola non può essere oggetto di polemica. Ci vuole tempo. Giovedì ho spiegato ai ragazzi la tecnica tradizionale a pennello e venerdì quella con il rullo, sicuramente più veloce ma anche molto difficile da realizzare. In settimana tutti applicheranno la seconda passata e solo allora, potremo essere in grado di giudicare il loro operato.
Flo: The incident automobilistic was in the dimenticatoio. Now is a new football player. You used very spesso the gomito and the spintina, but the arbitro is very,very fiscal.
Fernando: Sgiò non ai jocato, accidentao a Simoni e siento de casa suia. No parlo.
Tutto sommato stavo bene e sopratutto ero miracolosamente ancora tutto intero. Avevo avuto un incidente con la mia astronave proprio al bivio sopra casa.
Un androide con uno scooter spaziale al cadmio-cromo fosfato di rame, mi aveva speronato rompendomi, oltre che i coglioni, anche il radar anteriore fotozoico. Dovetti usare il crick ascensionale con propulsore a metano, lungo 400 metri per scendere a terra e chiamare gli astro-Vigili per le rilevazioni di rito.
Il marziano era sotto shock, infatti tutti i suoi 12 occhi lampeggiavano ed aveva assunto un colore grigio metallizzato. Mi disse che alla sua assicurazione, la @#§*+^%/((€*?, usavano ibernare i contraenti colpevoli nell’incidente e mi pregò di non fare denuncia.
Impietosito dalle sue lacrime radioattive lo assecondai. Portai a riparare l'astronave dall'elettrauto nei pispini, tanto era aperto sicuramente anche nel futuro e feci pagare la fattura all’androide, che per lo scampato pericolo aveva assunto la forma di un cavalluccio marino.cagliari - siena 2-0
Cagliari: Katergiannakis, Agostini, Maltagliati, Vega, Lopez, Abejion, Brambilla (66' Conti), Gobbi, Esposito, Langella (62' Albino), Suazo (79' Loria)
All.: Arrigoni
Siena: Manninger, Nicola, Colonnese, Mignani, Cirillo, Camorani (46' Fernando), Pecchia (70' Flo), Di Donato, Vergassola, Chiesa, Carparelli (57' Graffiedi)
All.: Simoni
Ammoniti: Vega, Brambilla e Albino per il Cagliari, Cirillo, Di Donato e Carparelli per il Siena.
Arbitro: Pieri
Dalla sala stampa:
Simoni: abbiamo fatto un passo indietro. I ragazzi non mi hanno ascoltato a fondo. Avevo detto che per una trasferta così lunga, occorre rispettare alcune regole fondamentali: chiudere il rubinetto del gas, staccare il frigorifero, che quindi doveva essere praticamente vuoto soprattutto di surgelati, in modo da poterlo anche sbrinare e non lasciare le chiavi di casa sotto lo zerbino. Pazienza ci rifaremo sicuramente. Con la Reggina ho gia in mente di parlare con la squadra riguardo ad una corretta imbiancatura delle pareti.
Manninger: Ainz parato ain rigore. Mia prova molto positifa.Topen uber alles
Fernando: Quando soi entrado ho incantado. Sgioco mehor al sientro e non a derecia, ma todo somado me basta entrar.
Si dovette dare un pizzicotto in un braccio per sincerarsi di essere sveglio e non essere nel mondo dei sogni . Era meravigliosamente tutto vero. Dopo centinaia di boeri acquistati e alla soglia dei 40 anni, primo al mondo, era riuscito a vincere l'orologio di cartapesta sbandierato da sempre quale primo premio . Non credeva ai suoi occhi . La gioia già di per se enorme, si era ancora più accresciuta nel momento che aveva scartato il boero e si era accorto della vincita. Un bimbo piccolo il quale attendeva impazientemente il suo turno, si era messo a piangere e la mamma per evitargli una super bizza, lo aveva addirittura pregato di regalarglielo. Gli aveva risposto con un secco e fiero no ed era uscito con passo felpato, sentendosi gonfio come Briatore quando entra da un concessionario di automobili.
Da li in avanti raggiunto il suo obbiettivo, avrebbe cercato nuovi stimoli, quali vincere il televisore alla pesca della Festa dell'Unità in Fortezza o far ridere uno dei due padroni del Bar Impero.
Secondo la tradizione, si può far risalire la fondazione di San Prospero con una certa imprecisione al 1324 d.C, indicativamente attorno all’ora di cena.
In questo anno, una parte dei Pocolucidechi che popolavano lo Stagno di Pescaia, si scisse dai Rotondoxitechi di Via Massetana, per formare una nuova comunità basata sulla follia e sulla bighellonaggine.
Il loro numero, in un primo periodo esiguo, si accrebbe vertiginosamente in un arco temporale relativamente breve, per un motivo principale: l’eccessiva timidezza dei giovani maschi nell’acquisto dei contraccettivi.
Dopo circa 100 anni dalla nascita del quartiere, il popolo, senza una benché minima riflessione, decise di combattere a fianco dei vicini Popò di Zigoti, l’oppressione dei Prepotentoti originari di Palazzo Diavoli, che fino ad allora li avevano spietatamente e crudelmente comandati.
La lotta fu molto cruenta e caratterizzata da numerosi episodi di vigliaccheria e culminò nella battaglia della Sip all’Antiporto, tristemente famosa per la notevole quantità di costoleccio che le opposte legioni consumarono prima di fronteggiarsi.
Al termine delle ostilità il Re dei Prepotentoti, l’obeso sanguinario Tirompotuttotal, venne ucciso investito sulle strisce pedonali da uno scooter ed ai Sanprosperini, quale ricompensa, venne donato il Principato della Lizza.
Al tempo, il governo dello Stato era una monarchia elettiva senza suffragio. Quattro rappresentanti delle famiglie nobili i Bartaluchechi, i Rusticoti, i Liberatiquan e gli Aulicinati, compivano la funzione di elettori, ai cui si aggiungevano, di diritto, il Calzolaio e il Giornalaio in carica perenne.
Il sovrano veniva scelto tra i fratelli del re defunto e quindi, come si può immaginare, nessuno,per scaramanzia, lo voleva assolutamente fare. Il candidato prescelto doveva, innanzi tutto, essersi distinto sia in casa che in trasferta, risultare particolarmente ignorante, bocciato a scuola minimo un paio di volte e mai interessato alle questioni serie.
Tutori di tale rigida educazione erano due sacerdoti, nominati direttamente dalle divinità dello Spazzino di Sant’Andrea (Poiana Pensante) e di Guerriero della Torre (Pellicano Sobrio), che si occupavano di indirizzarlo al gioco di azzardo, alle sbornie ed al sesso esclusivamente a pagamento.
Il nuovo monarca veniva nominato con una cerimonia regale alla quale partecipava tutto il popolo, solo dopo aver indovinato una Tris, mostrando con fierezza alle divinità celesti, la ricevuta comprovante l’avvenuta vincita.SIENA-SAMPDORIA 2-1 (1-1)
MARCATORI: 5' p.t. Flachi (SA), 9' p.t. Vergassola (SI), 26' s.t. Portanova (SI)
SIENA (4-4-2): Manninger, Nicola, Portanova, Mignani, Falsini, Camorani, Pecchia, Di Donato (19' st Graffiedi), Vergassola, Chiesa (25' st Menegazzo), Carparelli (18' st Flo). (Fortin, Foglio, Colonnese, Ardito). All. Simoni
SAMPDORIA (4-4-2): Turci, P. Castellini, Carrozzieri, Falcone, Pisano (23' st Palombo), C. Zenoni, Volpi, Donadel (29' st Kutuzov), Tonetto, Flachi, Bazzani (11' st Sacchetti). (Padelli, Pavan, Edusei, Rossini). All. Novellino
ARBITRO: Ayroldi di Molfetta
ESPULSI: Carrozzieri e Volpi.
AMMONITI: Pisano, Di Donato, Castellini, Graffiedi
Dalla sala stampa:
Simoni: lo avevo detto dopo la partita di Palermo. Per giocare bene occorre avere la casa in ordine e pulita. La cera non è importante, ma lo spazzolone va dato almeno ogni due giorni. In settimana poi ho insistito molto sul problema degli scarichi. Spesso nelle case moderne i tubi sono di diametro esiguo e quindi, per tenerli sgombri, occorre usare frequentemente Idraulico Liquido. I miei ragazzi mi hanno ascoltato e i risultati iniziano a vedersi.
Manninger: parctiten svainz combattuta. Nain colpevole sul coal del nanen Flachi. Siena ainz città bellissima. Topen uber alles.
Cirillo: stare fuori è stato terribile. In settimana mi sono allenato comunque tanto. Venerdì ho rotto il naso ad un butta-fuori del Bombo e ho frustato un Viglie Urbano nel casottino in Pescaia. Mercoledì prossimo a Cagliari tronco Zola.
Dovevo per forza arrivare all'altra sponda del Nilo con la mia piroga di bambù. Il Faraone Collerosi VI era furioso con me e per salvarmi potevo solo attraversare quel maledetto fiume. Tutto iniziò qualche mese prima, quando, in preda ad una sbornia galattica, avevo tentato di adescare una mummia e di rubare un obelisco proprio davanti alla piramide di Cheope. Venni arrestato e condannato ad un mese di servizio socialmente utile, cioè fui destinato alla pulizia della Sfinge, da solo, dotato di uno spazzolone legato ad una canna lunga 14 mt., per arrivare anche nelle zone più alte. Scontata la pena, tornai a bighellonare per le strade del Cairo, promettendomi di rigare dritto, ma sfortunatamente non fu così. Un giorno mentre stavo guardando il Televideo, la vidi. Bellissima. Il trasporto era composto e lei, una mummia fotonica, sembrava quasi invitarmi. Scesi le scale e tentai di strapparla ai familiari inorriditi per il mio gesto. Era la sorella del Faraone Collerosi VI, la meravigliosa Pottanubi. Dovetti fuggire per darmi alla clandestinità e tentare di attraversare il confine per aver salva la vita.
La terra riprese a vivere dopo un periodo di terribili glaciazioni. Tornò finalmente a splendere il sole e la natura esplose in tutta la sua rigogliosità. Come asserì alcuni anni orsono il custode del Campino di San Prospero prima di una partita con il campo completamente ghiacciato, "il diaccio si strusse e doventò pantano".
Tutti i dinosauri, a causa del freddo birbone, si erano estinti, meno che il il Mariostiaffosauro il quale viveva sotto terra.
Iniziò allora un periodo di completa anarchia, dove tutti si azzuffavano impietosamente e nessuno voleva pensare agli altri in senso affettuoso.
Prese allora il potere un bipede erectus molto potente, rinominato dagli studiosi Bocca, in relazione al suo credo cristallino:
" per me nella vita contano tre cose: la fica, bere e leticare ", testimoniato anche sotto forma di graffito, rinvenuto in una grotta nei pressi di Castelvecchio, dove si possono nitidamente riconoscere i tre elementi rappresentativi: un triangolo, un boccale e un pugno chiuso.
Fu un periodo di grande prosperità ma purtroppo durò poco.
Un golpe durissimo restaurò il vecchio regime, Bocca fu esiliato ed abbracciò le teorie del Sai-Baba.
Speravo che qualcuno mi sentisse, urlavo, mi rotolavo, cercavo invano di rompere il muro a cazzotti, ma tutto invano. Da due giorni ero imprigionato in quell'orribile ex-toilette sotto la Fortezza, murato vivo, da chi aveva deciso di chiuderla per sempre, senza prima sincerarsi se una forma di vita fosse stata accidentalmente presente. Forse un pò poteva essere anche colpa mia, addormentarsi in un posto del genere, era sinceramente quantomeno strano. C'era comunque una spiegazione a ciò, la mia stitichezza cronica. Infatti andavo di intestino 3-4 volte all'anno e in quelle occasioni, duravo una tale fatica, che stramazzavo al suolo esausto e in stato di choc. Anche quella maledetta mattina era andata così. Avevo sentito lo stimolo e non potevo tentare di trattenermi. Una slavina mi stava scendendo dentro e niente e nessuno l'avrebbe fermata. Vidi quei locali fatiscenti, per anni adibiti a rifugio di casalinghe bisognose il giorno del mercato e vi entrai deciso, senza notarne il degrado ambientale.Due lunghissimi giorni a cercare aiuto, fino a che il mini-edificio non venne abbattuto per farne due nuovi posti auto e così potei miracolosamente uscire illeso, nonostante che durante la demolizione nessuno si fosse accorto di me.
Palermo 1 - Siena 0
Formazioni
Palermo: Guardalben, Zaccardo, Barzagli, Biava, Grosso, Santana (44’ st Mutarelli), Barone, Corini, Gasbarroni (22’ st Raimondi), Zauli, Toni (37’ st Farias).
A disposizione: Santone, Morrone, Berlizzi, Farias, Accardi, Mutarelli, Raimondi.
All.: Guidolin
Siena: Fortin, Cirillo, Portanova, Mignani, Nicola, Camorani (20’ st Chiumiento), Vergassola (20’ st Serafini), Di Donato, Pecchia, Carparelli, Flo (30’ st Falsini).
A disposizione: Zancopè, Falsini, Fernando, Chiumiento, Ardito, Serafini, Colonnese.
All.: Simoni
Arbitro: Saccani di Mantova
Assistenti: Di Mauro, Comito
IV uomo: Dattilo
Reti: 21’ pt Toni per il Palermo Calci d’angolo: 7-2 per il Palermo
Recupero: 2’ primo tempo, 4’ secondo tempo
Ammoniti: per il Palermo Gasbarroni e Biava, per il Siena Vergassola, Cirillo
Espulsi: Cirillo per doppia ammonizione
Dalla sala stampa:
Simoni: mah, abbiamo giocato bene, avevo parlato prima della partita 13 ore con i miei giocatori ed era tutto a posto. Nessun problema a casa, nessun elettrodomestico rotto e tante cartoline agli amici durante la villeggiatura. Penso che se continuiamo così, ognuno con la propria donna delle pulizie due volte alla settimana, in modo di avere l'appartamento sempre in ordine, non potremo che migliorare.
Cirillo: è andata male, non abbiamo espresso il solito gioco. Per quanto mi riguarda, giovedì ero stato espulso in un torneo a sette, venerdì avevo picchiato l'arbitro durante una partita di calcetto tra amici , sabato neanche a farlo a posta avevo litigato ad un semaforo con uno scooterista, insomma è stata una settimana difficile.
Flo: I am very content for my my play. Botte and pallonate dont any match. Io Lazzero, putroppo I as sbagliato a goal of cranio davanti a porta.
Alla morte del padre - l'industriale vinicolo Libero Fornaciari, separato da trent'anni dalla moglie, unito more uxorio con una impiegata dell'azienda e presidente dei giocatori di calcio di Borgorosso, un paese della Romagna - il compassato Benito, solerte impiegato in Vaticano, eredita, oltre ai suoi beni, l'onere di dirigere e sovvenzionare la squadra, per la quale il genitore aveva profuso emozioni e soldi. Benito ha accettato malvolentieri la presidenza del Football Club e, invitato alla prima partita della sua vita, s'è allontanato dopo il primo tempo. Ben presto però, pur restando sempre un incompetente, si dedica anima e corpo alla squadra: spende milioni per nuovi giocatori e arruola un sudamericano "mago" del calcio. Quando la Borgorosso, nonostante tutto, perde una partita dietro l'altra, licenziato il "mago", Benito si trasforma in allenatore, portando la squadra di calcio al successo. Ma una squalifica del campo, di cui è lui responsabile, fa insorgere la cittadina - composta tutta di accaniti tifosi - per cui viene costretto a dimettersi. All'ultimo momento, però, ispirandosi all'esempio del padre, Benito ha un colpo di genio: acquista un grande giocatore, BBBBOmar Sivori. Rovesciata la situaBzione a suo favore Benito ritorna, acclamatissimo, a presiedere il Football Club di Borgorosso.
GENTE VANA LA FANZA DELLA CURVA
Cose a caso n.12 del 14-04-01 Siena-Empoli
· Stanotte ho sognato che si picchiava i celerini e poi gli si rubava anche i guadrini di tasca (frase sentita sul pullman per Venezia)
· Scusi, vorrei lavare la macchina
Qual’è questa?
Si
Allora tufala nella Merse (Torsellini, Esso in Pescaia)
· Al Siena per xxxx , gli hanno dato yyyyy e soldi.
Soldi? e chi è? (Giovanni)
· I bianconeri son Moschettieri (Giada sull’inno del Siena)
· Faccia da morto, AISSE (aids) (spettatore anziano della Robur ad un tifoso Cosentino molto tempo fa)
· Civeriati (giocatore del Montevarchi) ci vediamo alle Antille (dopo circa quindici anni ancora non è stato decifrato il senso di questa frase, pronunciata da Fabio Ciani durante una partita di Coppa Italia)
· Lo fa, lo fa, lo fa (Massimo un istante prima del rigore di F.Baresi nella finale del Mondiale Italia-Brasile)
· Rifai il letto batina!
Cosa essere Ettore batina?
Bellissima donna (Ettore ad una occasionale amante Inglese)
· Interrogazione scolastica di scienze:
Valenti mi dica il sangue.
Il sangue è rosso.
· Motivo dell’assenza sul libretto di giustificazioni:
Sciopero autobus (Paolo abitante in Via Diaz frequentante l’Istituto Bandini a meno di cento metri da casa)
· Speriamo che quando ritorni al posto della casa tu ci trovi un muchietto di sassi, ma non di macerie, proprio un mucchiettino di pietre e tutto intorno pulito (Lino)
· RIENTRATE TESTE DI CAZZO (Francesco a squarciagola ai compagni negligenti, tutto da solo in difesa contro sei attaccanti avversari, in un match amatoriale al campino del Pietriccio)
· Cappero, Capperoo, Capperoooooo, ma questo che è entrato ora chi lo deve marcare?
Io l’ho detto all’inizio, ad ogniuno il suo!!! (Luciano Capperucci ad un suo giocatore Imolo Falossi)
· Se toccate il mi’figlolo v’ammazzo con le mani (Luca Signorini in arte Buttero, ad un gruppo di Ultrà del Pisa che lo aveva circondato nei pressi dell’Arena Garibaldi, inutile dire che il manipolo si disperdeva dopo pochi secondi).
· N’ho buscate come un noce davanti alla Favorita, c’avevo i gins stretti e non m’è riuscito di levare le mani di tasca.
· Tre o quattro anni fa la troupe di C3T con in testa Maurizio Bianchini effettua i collegamenti dalle contrade al termine delle cene della prova generale.
In diretta dal Bruco, il supertelegattone del video senese, cerca di intervistare un gruppo di ragazzini fra i quali uno è in chiara difficoltà.
Dopo le rituali domande, vedendo sempre il cittino sofferente e alla ricerca di uno scoup inaspettato, inizia a chiedere insistentemente la ragione di tale stato fisico.
Al che dopo qualche rifiuto, il bordello gli dice testualmente:
mi sento male, non so se sia stato il bere o il mangiare però ho fatto una caata così (indicandone anche le dimensioni con un gesto delle mani).
Il supercatafonato inviato televisivo, tutto inorridito cerca di riprendersi:
non si dice in quel modo è da maleducati, si dice feci (inteso come sinonimo di merda).
E l’altro:
è uguale un cambia niente “feci una caata”.
appello disperato: sto cercando anedoti sui vari personaggi di siena, tipo beppe, tommone, ferrara, winchester ecc, intanto x raccoglierli e poi eventualmente x farne una pubblicazione sul fedelissimo. vi prego di inviarmi materiale e passare parola.
Non era certamente una bellezza, questo lo sapeva bene, ma nemmeno da buttare via. Fidanzati ne aveva avuti molti, ma per circa tre anni, era rimasta sola come un cane. Quel periodo però gli aveva giovato dal punto di vista psicologico. Passava infatti intere giornate alla Lizza, a sbirciare le franellate selvagge delle giovani coppie. Così facendo, con il passare del tempo, conobbe la vita sentimentale di buona parte della gioventù senese. Sapeva che Tale si era da poco lasciato con Tizia, perché la tradiva con Caia, che da parte sua, non era nuova a tale tipo di servizio e così via.
Decise di approfittare della situazione. Scattava foto compromettenti e poi ricattava gli interessati. Da un giorno ad un altro però la Lizza divenne dominio della comunità albanese. Tutto cambiò velocemente. I giardini vennero invasi da una miriade di maschi soli, sorridenti, con tagli di capelli assurdi e marche di abbigliamento contraffatte. Come la vedevano, cercavano goffamente di abbordarla, con fare spavaldo e punto gentile.
Dovette smettere di frequentare quel posto e si trovò nuovamente sola. Con la forza della disperazione mise un annuncio sulla Vedetta, nella rubrica sentimentale. Ricevette diverse risposte e conobbe in ordine cronologico, un testimone di Geova pentito, un ex emigrato minatore della Rhur, un rabbino, due fratelli siamesi attaccati per una mano ed infine un azionista della Parmalat. Con quest’ultimo fu amore a prima vista. Perennemente triste, quasi disperato, gran moccolatore e prodigo di accidenti verso il prossimo. Si sposarono, pochissimo tempo dopo essersi conosciuti, ancora oggi stanno insieme e si amano, tra una bestemmia e l’altra.